Datacontact, lettera aperta dei lavoratori non impiegati con Telecom

DatacontactMatera. Dopo l’accordo raggiunto a Roma al Mise di cui ancora molti dettagli e aspetti dovranno essere chiariti in merito alla new – co che dovrà gestire la commessa Telecom e quindi sull’effettivo futuro di quasi 400 lavoratori che in queste ore si stanno riunendo in assemblee e riunioni straordinarie, nel tentativo di ottenere maggiore chiarezza sul tema ed in vista del prossimo incontro ministeriale del 30 marzo, oggi con una lettera aperta diffusa a mezzo stampa sono intervenuti alcuni degli altri lavoratori di Datacontact, quelli non impiegati nella commessa Telecom.

Ecco la nota integrale:

A seguito degli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi mesi lavorativi, e che hanno coinvolto tutto l’operativo dell’azienda di cui facciamo parte da 15 anni, vogliamo liberamente esprimere i nostri pensieri e raccontare quella che è la realtà che abbiamo vissuto, che viviamo e vorremmo continuare a vivere.

Abbiamo iniziato a lavorare qui quando internet vedeva la luce, i social non esistevano perché si faceva gruppo senza il bisogno di mostrarsi come ci vogliono gli altri, quando c’era tanta motivazione e curiosità nei confronti di una professione che purtroppo, ancora oggi, non è riconosciuta come tale.

Lavorare in un call center, imparare a vendere, ad essere un consulente telefonico, imparare a programmare, a gestire gruppi di lavoro, a rapportarsi con i committenti, imparare un mestiere, ha significato per tutti noi crescere umanamente e professionalmente.

Ha significato e significa ancora oggi: ricevere uno stipendio e fare progetti… coppie che si formano, matrimoni, mutui che si accendono e figli che arrivano.

Siamo cresciuti negli anni in competenze e professionalità e con noi è cresciuta l’Azienda. E’ cresciuta la sua immagine, sono cresciuti i sui Clienti, sono aumentati gli obiettivi, le sfide e le difficoltà. Siamo diventati un gruppo forte e solido sotto ogni punto di vista.

Questo è ciò che abbiamo vissuto e abbiamo visto, ed abbiamo, nel tempo, anche sentito crescere il senso di appartenenza all’azienda, noi 1300, parte di questa realtà, di questa “famiglia”.

E’ profondo il senso di impotenza di fronte a decisioni che prescindono dalla nostra volontà, e a volte ci chiediamo se all’esterno si capisca che tutti noi subiamo la preoccupazione di un futuro incerto che potrebbe coinvolgerci tutti.

Siamo preoccupati per il nostro futuro e quello della società, che da 15 anni opera sul territorio nazionale e in particolare nelle nostra provincia arricchendola di competenza e sbocchi professionali, facendo da volano a tutta l’economia.

Siamo preoccupati affinché la nostra azienda possa avere la tranquillità di poter operare ancora a lungo senza subire ulteriori colpi di coda con effetto domino, che possa avere appoggio della comunità locale ma soprattutto delle Istituzioni, oltre ovviamente a quello indiscusso, tenace e consolidato di tutti noi Lavoratori.

Il futuro di 400 colleghi è stato, forse, già decretato da qualcun altro e abbiamo paura che il nostro domani possa essere messo in discussione o pilotato dal Mangiafuoco di turno, che si sfrega le mani davanti al suo lauto pranzo.

Firma

Un gruppo di lavoratori dell’azienda DATACONTACT

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