Referendum trivelle e bocciatura dei ricorsi: i commenti

trivelle mare

Paolo Castelluccio, Forza Italia

La decisione della Corte costituzionale che ha dichiarato l’inammissibilità per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato dei ricorsi presentati dalle Regioni sulle trivellazioni in mare dovrebbe servire da lezione a quanti hanno pensato (e forse pensano ancora) che è sufficiente un referendum o magari moltiplicando i quesiti referendari per stoppare le istanze di ricerca petrolifera in mare. Qualcuno in verità solo poco tempo fa si è spinto oltre sino a manifestare con toni entusiastici la “vittoria sulle trivelle” dopo il dietro front di alcune compagnie alle ricerche di cui alcune al largo della costa ionico-metapontina. Ho tentato di convincere ad abbassare i toni, a leggere i fatti accaduti con maggiore attenzione e meno passione ambientalista per concentrarsi ad intensificare l’attività di pressing ad ogni livello politico ed istituzionale nei confronti del Governo perché è questa la strada che può dare risultati più efficaci della consultazione referendaria. E’ impensabile una battaglia solo di carattere costituzionale rinunciando a quella politica. E’ ovvio che si tratta di un percorso lungo. Secondo il recente report Mediterranean Marine Initiative, realizzato dal WWF, oltre il 20% del Mediterraneo è dato in concessione per l’industria petrolifera e del gas e la produzione di gas offshore, entro il 2030, sarà quintuplicata, soprattutto nell’area orientale del bacino. L’Italia (e il mondo) ha una fortissima dipendenza dagli idrocarburi e uno stop immediato è inconcepibile. Ma un distacco graduale è non solo necessario per motivi ambientali, ma auspicabile anche per scelta di modello di sviluppo e collegabile a una forte spinta verso l’innovazione tecnologica. Per questo prima che i Comuni e le comunità del Metapontino possano considerare che il 17 aprile diventi la festa di liberazione dalle trivelle ci vorranno ancora altri provvedimenti del Mise e una forte concertazione con il Governo Renziano alla quale non mi pare siano preparati i Renziani e non Renziani lucani. Il richiamo di Pittella a Lacorazza è solo un’avvisaglia di una divergenza di posizioni non certo su aspetti formali e marginali.

Pietro Sanchirico, coordinatore Italia Unica Basilicata
Dopo il pronunciamento della Corte costituzionale che ha dichiarato oggi inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promossi dalle Regioni sulla questione delle trivellazioni, il presidente del Consiglio Regionale Lacorazza, capo-fila dei referendari, ammetta la sconfitta e l’isolamento in cui si trova. Infatti alle Regioni Puglia e Veneto che depositeranno domani altri due ricorsi sulle stesse norme su cui oggi la Corte ha deciso l’inammissibilità dei ricorsi per conflitto di attribuzione supportati da 6 Consigli Regionali non mi pare si aggiunga la Basilicata perchè il Presidente Pittella è di tutt’altro avviso. L’unico quesito referendario ammesso è pertanto quello che troveremo nella scheda per la consultazione popolare del 17 aprile. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che le questioni riferite alla ricerca e all’estrazione del petrolio in mare e come nel sottosuolo non si risolvono a colpi di referendum. Intanto il quorum da raggiungere dopo che il Governo Renzi ha rifiutato l’election day resta una scommessa, e poi non si può moltiplicare i quesiti referendari con l’illusione di stoppare le trivelle a poche miglia dalla costa metapontina. Per aprire da subito la discussione politica sul futuro energetico del nostro Paese occorre che si giunga presto ad una disciplina organica e sistematica del settore e che si favorisca velocemente la transizione energetica. L’energia, infatti, è materia prima indispensabile, il cui costo incide in modo decisivo sullo sviluppo ed il mantenimento delle attività produttive, con un conseguente impatto sulla creazione e conservazione dei posti di lavoro, nonché sul prezzo dei prodotti, compresi quelli di prima necessità. Ridurre la bolletta energetica dei cittadini e delle imprese equivale, dunque, a diminuire la pressione fiscale. Infine votare in un unico giorno, è il caso di ribadirlo, avrebbe consentito un risparmio di 300 milioni di euro, di cui sicuramente il Paese ha bisogno.

 

Gianni Leggieri, consigliere regionale Movimento 5 Stelle

Da diversi mesi il Governatore della Regione Basilicata ci ha abituati ad una presenza assidua sui social network e a una diffusione continua di video per elogiare se stesso e l’operato della sua maggioranza.Non muove un passo senza postare qualcosa su facebook o senza far girare qualche video. Una presenza costante e continua, una comunicazione diretta con il popolo lucano.Non esiste attività della Regione Basilicata o argomento della politica locale e nazionale che non sia stata oggetto di un post o di un video da parte del Governatore lucano.Anzi, a voler essere precisi, qualcosa è sfuggita alla comunicazione dello staff del Presidente. Abbiamo infatti notato un assordante silenzio rispetto al referendum del 17 aprile 2016. Non un post che invitasse i cittadini lucani a partecipare al voto esprimendosi con un netto SI, non un video o una intervista del “gladiatore” lucano.Strano, veramente molto strano.

Come dobbiamo interpretare questo silenzio ? Si tratta di una semplice dimenticanza a cui si porrà presto rimedio ? Oppure è una precisa scelta politica di rimanere nell’ombra, di non schierarsi rispetto alla questione che sappiamo bene non essere gradita al PD nazionale e al premier Renzi ?L’auspicio è che si tratti solamente di una dimenticanza e in tal caso chiediamo al Presidente Pittella di porre subito rimedio a tale silenzio imbarazzante mettendo in campo tutte le sue forze comunicative e la sua macchina elettorale per contribuire alla buona riuscita del referendum del 17 aprile 2016. Nel caso in cui invece non si dovesse trattare di una semplice dimenticanza, ma di una precisa scelta politica, allora saremmo di fronte all’ennesima conferma della sudditanza di certa politica lucana agli ordini che provengono da Roma. Se così fosse, ancora una volta , qualcuno dovrebbe spiegare il perché di certe scelte politiche scellerate, ma in questo caso non crediamo che un video su facebook potrà essere sufficiente.Ma, non volgiamo essere cattivi, piuttosto vogliamo pensare che è tutto un equivoco che verrà presto chiarito e vogliamo immaginare che come il Presidente Pittella ha partecipato alla manifestazione di Policoro, così presto inizierà a lavorare per il SI al Referendum organizzando comizi, incontri pubblici, conferenze, rilasciando interviste e lanciando appelli ai cittadini per il voto al fine di spingere tutti i lucani e (anche gli elettori del PD) a votare convintamente Si il 17 aprile 2016.Insomma Presidente Pittella, nonostante il suoi molteplici impegni, è arrivato il momento di “battere un colpo”, di farsi sentire, di dedicare il mese che ci separa dall’appuntamento referendario per mettere in moto le truppe cammellate del suo partito. Suvvia Presidente, faccia questo piccolo sforzo per il bene di tutti.

 

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