Adiconsum. Nota del presidente nazionale sul protocollo siglato con Unibet

Pietro Giordano - Adiconsum

Pietro Giordano – Adiconsum

Dopo la pubblicazione delle dichiarazioni del segretario nazionale della Consulta antiusura ‘Giovanni Paolo II’, mons. Alberto D’Urso, che auspicava a nome della Consulta, un “ripensamento pronto e netto” in merito al protocollo siglato da Adiconsum e Unibet per “Diventare giocatore sociale”, il presidente nazionale di Adiconsum,  Pietro Giordano, invia una precisazione che pubblichiamo nella sua forma integrale.

Gentile Direttore, con sommo stupore abbiamo letto l’articolo pubblicato il 25 gennaio u.s. dal sito da Lei diretto (i cui contenuti sono stati inopinatamente ripresi anche da altre testate) e concernente, in particolare, un protocollo di intesa sottoscritto tra l’Adiconsum e l’Unibet, finalizzato a contrastare gli effetti della ludopatia, informando i cittadini dei rischi legati al gioco d’azzardo.

In tal senso, non posso che auspicarmi che il contenuto del medesimo costituisca una superficiale valutazione non solo dell’accordo ma, altresì, del comunicato e del video (che appaiono inequivoci sull’argomento), entrambi presenti sul sito dell’associazione www.adiconsum.it

Appare, peraltro, preliminare evidenziare che la testata giornalistica ha di fatto coinvolto soggetti che, anche sotto l’aspetto tipicamente giuridico, non hanno mai avuto ruolo attivo di alcun ordine e grado. Al riguardo – e mi auguro a beneficio di tutti – specifico che la CISL non ha autorizzato, condiviso e, tantomeno, indirizzato l’accordo in questione rimanendone a tutti gli effetti estranea poiché l’ADICONSUM (associazione “promossa” dalla predetta organizzazione sindacale), ha autonomia nella valutazione di alcune iniziative (come quella di cui si controverte), scegliendo il percorso che reputa più coerente con le finalità di tutela dei consumatori.

Operata la necessaria premessa, desidero compiutamente (e nel merito) chiarire le motivazioni e gli esatti termini dell’accordo, depurandoli da bieche interpretazioni di parte (dalle quali sono certo anche Lei si discosterà). Il percorso utilizzato, ha quale leit motiv l’interesse precipuo a diffondere rispetto alla platea dei consumatori proprio gli effettivi rischi della dipendenza da gioco, sensibilizzando non solo i cittadini (fruitori) ma anche i responsabili politici. E, pertanto segnalata la necessità di avviare un dialogo con l’obiettivo di creare best practice attraverso la formazione (utile a dissuadere comportamenti scorretti), che renda edotti i consumatori della vera e propria malattia cui conduce la ludopatia. Lo scopo, viene evidentemente perseguito sia migliorando la scarsa trasparenza, sia tracciando gli unici percorsi di sicurezza nel gioco che possano prevenire i comportamenti a rischio. In tale ottica, è stato dato ampio rilievo alla analisi dei fattori che influenzano le scelte e le decisioni che favoriscono la dipendenza dal gioco, al fine di attuare idonee misure di contrasto e prevenzione, con particolare attenzione alle categorie più deboli (oggi rappresentate da giovani ed anziani). Per tale ragione, si è anche impostato un questionario da diffondere a mezzo del web per aumentare la consapevolezza dei cittadini e per comprendere quali fattori psicologici e sociali abbiano condotto alla dipendenza dal gioco “malato”. Sempre nel riferito ambito, è stato prodotto il materiale informativo al fine di contrastare la ludopatia, sia nella prevenzione che nella fase eventualmente successiva, adattandolo alla categoria degli adolescenti (soggetti esposti prepotentemente al rischio).

Anche il comunicato stampa ha riportato i principi di riferimento su cui si è basato il protocollo di intesa ed un video molto rappresentativo, che invita con messaggi evidentemente chiari a non cadere nel pericoloso gioco d’azzardo, richiamando anche la campagna utilizzata dallo stesso Ministero della Salute. L’iniziativa, quindi, ha funzione e motivazioni di natura eminentemente sociale. Ciò in linea con la mission sempre perseguita che ha consentito ad Adiconsum di rappresentare l’unica Associazione Nazionale dei Consumatori che gestisce un fondo di prevenzione usura e di contrasto al sovra indebitamento, con l’ovvia considerazione che la stessa conosce perfettamente situazioni e circostanze che conducono alla ludopatia e che molto spesso (come confermano gli studi di cui ci siamo opportunamente dotati) derivano dalla ignoranza del settore. Ormai da anni ci occupiamo di tutelare realmente i consumatori (anche attraverso il fondo di prevenzione usura e di contrasto al sovra indebitamento), senza sprecare risorse pubbliche e, soprattutto, senza utilizzare canali di disinformazione. Ed è per tale ragione che abbiamo chiesto alla Consulta nazionale anti-usura di valutare un corretto e produttivo confronto con Adiconsum, per finalizzare tutte le strategie necessarie per tutelare i consumatori dall’usura, dal sovra-indebitamento ed anche dal gioco.

Le motivazioni sopra riferite non possono che condurci a contestare le indebite valutazioni del Giornale che, oltre a confondere ruoli, soggetti ed argomentazioni, ha di fatto incoerentemente rappresentato ciò che la nostra Associazione desidera perseguire, costantemente indirizzato a tutelare collettivamente i consumatori ed i cittadini, in ogni ambito in cui gli stessi sono sottoposti a vessazioni ed azioni illegittime. Evidentemente, non tolleriamo strumentalizzazioni, provenienti da chicchessia, soprattutto quando ribaltano lo spirito sociale che ci ha sempre animato. In tal senso, chiediamo che ai sensi della normativa vigente, venga garantita alla presente lettera quantomeno analoga diffusione (e con le medesime modalità) rispetto all’articolo da Lei pubblicato.

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