Taranto. No Triv e Stop Tempa Rossa chiamano la Regione Puglia

Stop Tempa RossaNon si arrendono le associazioni No Triv e Stop Tempa Rossa, e ritentano un approccio con la Regione Puglia. Toccherebbe infatti a quest’ultima, in linea col provvedimento dello scorso 30 novembre del Ministero allo Sviluppo economico, firmare l’autorizzazione definitiva per l’adeguamento delle strutture della raffineria di Taranto.

“Il progetto Tempa Rossa – ricordano le associazioni – prevede lo stoccaggio e la movimentazione di 2,7 milioni di tonnellate annue di greggio estratto dal giacimento in Basilicata. Tale greggio sarà poi stoccato in due enormi serbatoi situati nella raffineria di Taranto e trasportato verso altre raffinerie”.

“Questo comporterà un imponente aumento del traffico di petroliere in Mar Grande, nel Golfo di Taranto, ed avrà conseguenze di natura ambientale sia in fase di stoccaggio sia in fase di movimentazione, oltre a determinare un aumento del rischio di incidenti rilevanti.”

La palla passa dunque alla Regione: per il coordinamento No Triv e l’associazione Tempa Rossa, dunque, anche “il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dovrebbe chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di voler dare applicazione alla nuova e più garantista normativa (che lascia l’ultima parola alle Regioni) prima che sia rilasciata l’autorizzazione sull’adeguamento della raffineria di Taranto, in modo da giungere ad un effettivo accordo con la Regione Puglia. Nel caso di mancata intesa sul progetto, si chiede, per conseguenza, che il Governo nazionale avvii una reale trattativa con la Regione, nel rispetto del principio di leale collaborazione, pietra angolare del quesito referendario ed anche della modifica normativa.”

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