Anteas Taranto, gioco e solidarietà per i figli dei detenuti

carcereUn corso di formazione per aggiungere alla innata voglia di donarsi con spirito di gratuità che anima il volontariato, quel know how indispensabile per approcciare minori che vivono un profondo disagio, come quello di dover visitare un genitore detenuto in carcere.

Recentemente l’associazione di volontariato ANTEAS (Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà) di Taranto è entrata a far parte del partenariato del Progetto “Giochiamoci… su” che è realizzato dall’Associazione “LA MEDIANA”, capofila, con l’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Taranto, il Club Soroptimist di Taranto, la sede di Taranto dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e, grazie alla disponibilità della direttrice Stefania Baldassarri, con la Casa Circondariale di Taranto.

Elvira Mazza, presidente ANTEAS Taranto, ha spiegato che «scopo principale del progetto “Giochiamoci… su” è di fornire assistenza psicologica e sostegno ai bambini, figli di detenuti, in occasione delle loro visite presso la Casa Circondariale per incontrare un loro genitore: si calcola che siano circa 400 i piccoli che ogni settimana si recano in visita presso la Casa Circondariale di Taranto!».

«È un’attività – ha poi detto Elvira Mazza – che necessita di una idonea formazione, indispensabile quando ci si deve approcciare a soggetti che vivono un profondo disagio: a tal fine l’ANTEAS ha organizzato un corso di formazione a favore dei propri volontari che, tenuto dalla docente psicoterapeuta Maria Concetta Guzzi, ha lo scopo di fornire le conoscenze psicologiche e tecniche relative all’accompagnamento e al sostegno di bambini che, da 0 a 14 anni, sono in attesa di incontrare il proprio genitore detenuto».

Il corso, della durata complessiva di 20 ore e articolato in sette incontri settimanali, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, inizierà nel pomeriggio di DOMANI (martedì 17 novembre) presso la sede dell’ANTEAS di Taranto (corso Umberto n.144 – info: 099 459.53.62, cell. 335.7475349).

Il corso prevede la formazione teorico-pratica degli operatori, anche con l’affiancamento degli operatori sul campo, nonché lavoro d’equipe e attività in rete nell’ambito del partenariato di “Giochiamoci… su”; si insegneranno anche l’osservazione sistematica sul campo, la raccolta di dati sensibili, la supervisione e il monitoraggio delle attività promosse dai volontari, la valutazione finale degli interventi e del progetto nel suo complesso.

Nell’ambito del progetto “Giochiamoci…. Su”, al fine di contenere le tensioni e le emozioni naturalmente presenti in tali circostanze, nella Casa circondariale è stato allestito il cosiddetto “corner ludico”, uno spazio dedicato ad attività ludiche e ricreative dove, con personale opportunamente formato, vengono organizzati laboratori che favoriscono le capacità sensoriali e motorie dei piccoli; è un luogo protetto dove i piccoli ospiti vengono educati al rispetto delle regole, si ascoltano i loro bisogni e, attraverso l’osservazione, si costruiscono dinamiche che facilitino la gestione degli stati emotivi.

Più in generale, il progetto “Giochiamoci… su” vuole anche favorire la relazione genitore-figli all’interno del nucleo familiare al fine di valorizzare in modo costruttivo e creativo le potenzialità del singolo genitore e, inoltre, aumentare il livello di attenzione ai diritti dei minori da parte delle istituzioni e della comunità. Il progetto intende facilitare l’incontro col genitore recluso che continua a rappresentare una fonte affettiva importante, solo temporaneamente sospesa nella sua fisicità, ed osservare lo scambio relazionale e comunicativo per permettere di mantenere salda la funzione genitoriale.

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