Attentati a Parigi, Gianni Pittella: un atto di guerra

gianni-pittellaQuello che si è consumato a Parigi è un atto di guerra telecomandato dall’esterno, realizzato con inumana brutalità, da persone che vivono in mezzo a noi, nati in Europa ma convertiti al fanatismo e al terrorismo islamico. È un’analisi dettagliata e puntuale quella che il Presidente del Gruppo dei Socialisti al Parlamento Europeo, Gianni Pittella, propone per descrivere l’attuale situazione geo-politica, a seguito degli ultimi tragici sviluppi in Francia. Una fotografia che giunge a inquadrare anche le inefficienze, ciò che non ha funzionato nel sistema di intelligence, ma che si spinge a delineare gli errori finora commessi nelle scelte operate nella politica estera dei principali protagonisti dello scacchiere internazionale. L’elogio della ragione appunto, come hanno titolato diversi organini di stampa, riportando il punto di vista di Pittella. La ragione sottolinea ci dice che qualcosa non ha funzionato nel lavoro di intelligence. Ma ci induce anche a riflettere sul ruolo dell’Ue, che deve stare pienamente in campo, come prova a fare Federica Mogherini in Medio Oriente, in Libia, in Siria, con l’obiettivo di lavorare ad una alleanza in grado di coinvolgere Russia, Usa, Iran e Lega Araba in Siria. Poi però la stoccata. Non è ragionevole, fa notare, combattere contemporaneamente contro Assad e contro l’Isis. La ragione e il ricordo dell’inutile e scellerata guerre in Iraq e Libia. Prime considerazioni a caldo nel tentativo, doveroso, conclude Pittella, per chi vuol difendere l’Europa, i nostri diritti, la nostra sicurezza, la nostra cultura, di andare oltre la pancia e reagire con efficacia e rigorosa razionalità.