Buona scuola, sindacati sul piede di guerra: “Regione latitante”


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–  Scarsa libertà di insegnamento, poca trasparenza, troppa responsabilità al dirigente, distribuzione inadeguata del sostegno. È la “buona scuola”, secondo le organizzazioni sindacali di categoria che fanno il punto, da luglio ad oggi, dell’applicazione della legge 107 nelle scuole della provincia di Matera. Fanno i conti, insomma, e li presentano alla Regione Basilicata, definendola “latitante” e “indifferente” alle problematiche del settore.

“Il 22 ottobre – annunciano i sindacalisti – protesteremo anche noi a Roma davanti al MIUR”. Il sistema scolastico lucano ha perso circa 3700 posti negli ultimo sette anni. E la legge sulla buona scuola, spiegano in una lettera rivolta al presidente Pittella e alla Direzione scolastica regionale, “incide ulteriormente su una situazione già precaria”. Altro aspetto “delicato e trascurato” è quello del sostegno. Secondo l’Ufficio scolastico provinciale di Matera, il 46% dei casi di alunni con disabilità, nella provincia, sono gravi. Ciononostante non hanno un adeguato aiuto a scuola.

E’ necessario, infine, il coordinamento tra scuola, università e Regione, al fine di formare professionalità rispondendi alla richiesta del mercato del lavoro locale. Di tutto questo si è discusso nell’assemblea tenuta, nell’Istituto Loperfido di Matera, da Lucia Fiore, Snals; Eustachio Nicoletti, Flc Cgil; Giulio Renella, Cisl Scuola; Michelangelo Ferrara, Uil Scuola (per la Gilda, avrebbe dovuto partecipare Antimo Di Geronimo).

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