Immigrazione. Basilicata modello mondiale, ora si attende Hillary Clinton

Marcello Pittella con Sharon Stone a Scanzano Jonico (MT)

Marcello Pittella con Sharon Stone a Scanzano Jonico (MT)

Dopo l’apprezzamento per le politiche di accoglienza della Regione Basilicata, incassato direttamente dal presidente Pittella nel corso della visita lucana di Sharon Stone, che ha indicato il  “Governor” lucano come  esempio da seguire, adesso si pensa ai progetti da “consolidare” e perché no, alla visibilità mediatica in campo internazionale conquistata dalla Basilicata.

“Un modello, quello realizzato da Betty Williams con la Regione Basilicata, che ha consentito di creare, nel comune di Sant’Arcangelo, e presto anche a Scanzano Ionico, un modello di integrazione unico dove le popolazioni locali e i rifugiati possono vincere insieme, dove i bambini ritrovano un‘umanità perduta e la forza di ricostruire una esistenza, un futuro”.

Marcello Pittella ha le idee chiare: “tanti i progetti per realizzare altri luoghi di integrazione, veri e propri villaggi di pace, come le strutture a farfalla progettate secondo le più moderne regole della bioarchitettura dall’architetto Cucinella, allievo di Renzo Piano, che costituirebbero una lezione di civiltà, ma anche un modello di efficienza e sostenibilità ambientale”.

Le ricadute derivanti dal “modello lucano” per una regione piccola come la nostra saranno immediatamente percepibili, Pittella ne è convinto: “da una risposta forte alla criticità del momento potrebbe venire una opportunità per i nostri piccoli borghi a rischio spopolamento”.

Sulla scorta di questo intenso fine settimana il Governor dichiara di voler organizzare “al più presto” (in primavera, dice ai nostri microfoni) anche una visita in regione di Hillary Clinton, già first lady e Segretario di Stato con Obama, ora in corsa per la presidenza degli Stati Uniti.

“Ma c’è anche in progetto un incontro a New York per presentare il modello Basilicata” ricorda Pittella “perchè una regione che vuole farcela deve caratterizzarsi per la sua capacità di integrare politiche culturali ed imprenditoriali con la capacità di rispondere alle emergenze umanitarie di fronte alle quali ci pone il presente, in un momento nel quale l’Europa sembra voler erigere nuovi muri invece di sentire il dovere di sviluppare politiche di accoglienza adeguate a fronteggiare questi fenomeni epocali”.

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