Il messaggio del direttivo di ArciGay ai consiglieri regionali (e all’intera comunità lucana)

Arcigay BasilicataE’ trascorso poco più di un anno da quando insieme ad un gruppo di amici “visionari” abbiamo deciso di compiere quello che a molti sembrava un passo impossibile: portare l’Arcigay anche in Basilicata.

I timori erano tanti in una terra che brilla dei colori dell’oro del grano e del verde delle nostre vallate, ma che era ancora una landa buia ed inesplorata dai colori del Rainbow. Ci siamo resi conto sin da subito dell’enorme lavoro da fare: sensibilizzare, raccontare la diversità e provare per la prima volta a darle un’accezione positiva come momento di arricchimento reciproco generato dal vivere comune! l’entusiasmo il nostro più grande alleato, insieme all’avvolgente ed inaspettato affetto che la gente ci ha riservando supportandoci a proseguire questa imperdibile battaglia di Civiltà. Tanti sono stati i percorsi avviati, percorsi che hanno portato la nostra neo-nata associazione in vari ambiti. Parliamo di piccole cose, di piccoli passi ma che a noi sembrano significativi.…iniziative culturali basate su tematiche LGBTQI, momenti di mobilitazione e sensibilizzazione contro l’omofobia e ogni forma di discriminazione e di violenza.

Non nascondiamoci dietro un dito, nel nostro Paese, ma soprattutto nella nostra regione e nei nostri piccoli comuni parlare di diverso orientamento sessuale e di diritti LGBTQI è ancora difficile, molto difficile. E’ urgente e necessario creare spazi e momenti di discussione, di educazione e di promozione dei diritti. In una società dove sembra aver sempre più valore “l’avere e non l’essere” occorre rimettere al centro “la persona” ed i suoi bisogni.

Occorre ripartire dalla scuola pubblica, educare i nostri ragazzi al rispetto per le diversità e a considerare la diversità un valore e non una diminutio. L’Italia in tema di diritti rispetto agli altri paesi europei vive un grosso vuoto legislativo, che sarebbe il caso di colmare – e non guardare all’Europa solo in termini economici.

Tante le mani invisibili che abbiamo stretto alle nostre ed altrettante ne vorremmo riuscire a stringere e confortare, mani che hanno vissuto inenarrabili sofferenze nel dimenticatoio delle loro solitudini perchè non tutti hanno il coraggio di viversi per quello che sono senza che la società non riesca a farli sentire inadeguati o sbagliati. Abbiamo cercato di avviare un dialogo con larealtà in cui viviamo, dove le tematiche che attengono alla sessualità, ad una diversa identità di genere e ad un diverso orientamento sessuale ancora rappresentano un tabù. Tante sono state le collaborazioni con associazioni e forse ancora poche con quelle con le istituzioni.

Il 7 luglio 2015, per la prima volta in Lucania le istanze del mondo LGBTQI vengono portate all’attenzione del Consiglio regionale: il Consigliere regionale Mario Polese ha presentato una mozione ed altresì a mettere in campo quelle azioni tese all’inserimento sociale e lavorativo delle persone LGBT anche implementando progetti quali lo “Sportello di ascolto e di accoglienza”che Arcigay Basilicata sta strutturando, e che servono a rimettere al centro “la persona” ed i suoi diritti, come già accade da tempo in altre Regioni virtuose, ma……come in tutte le Storie ci sono dei “ma” che equivalgono a delle resistenze che non comprendo e mai comprenderò, testarda e come sono nel credere sempre e comunque che c’è del buono in ogni essere umano, e che Tutti possiamo dare un contributo prezioso ed inestimabile alla lotta per i Diritti magari offrendo un’opportunità a chi non ne ha mai avuta una giacchè molti sono stati costretti a scendere la china dell’umiliazione e dell’abiezione solo perchè diverso ma non per questo incapace.

Si può uscire da questa contrapposizione? Si può, se solo ci impegnassimo tutti, Consiglieri regionali compresi, a vedere le persone non come semplici ricettacoli di idee ed ideologie da osteggiare o condividere, bensì come portatori di singole ed autonome DIGNITA’.

L’art 1 della Dichiarazione Universale diritti dell’uomo recita : “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e in diritti”. Il vero banco di prova per uno Stato come il nostro che si ostina a fregiarsi di aggettivi come “civile” ed “evoluto” consiste nel saper preservare questa dignità, che è declinata come libertà ed uguaglianza, e necessita di essere tutelata e promossa nella convivenza umana. Ma è la stessa norma della DU che indica la via per realizzare tutto questo.

Già Kant aveva affermato che esiste un dovere reciproco di rispetto nei rapporti interpersonali. Ciò nonostante è constatazione comune che oggi i rapporti incontrano una grande sofferenza, perché non sembrano garantire le esigenze di tutela dei singoli individui.

Le Istituzioni hanno il dovere di essere generatori di vita, affinchè i rapporti umani vengano vissuti nella valorizzazione quotidiana della dignità di ciascuno. Questa esigenza è confermata anche dalla c.d. “regola d’oro”: “Non fare agli altri ciò che non vorresti che essi facciano a te”, che in positivo diventa: “Fa agli altri ciò che vorresti gli altri facciano a te”.

In un’era dove assistiamo impietriti (o indifferenti?) ad un silenzioso genocidio globale dei diritti umani , va riconosciuta e riaffermata l’inviolabilità di ciascun individuo, come qualcosa di unico e irripetibile, che perciò comporta l’inviolabilità ed il rispetto della vita, della libertà, della identità personale e degli altri elementi costitutivi della persona. Questi beni esistono prima dei relativi diritti personali (cd. diritti fondamentali), e vanno quindi salvaguardati e custoditi in ciascun individuo, a prescindere dall’orientamento sessuale, dal censo, dal credo religioso o dal colore della pelle.

Auspico che la mozione del Consigliere Polese, calendarizzata per la prossima seduta del Consiglio regionale lucano , trovi il massimo appoggio e la più ampia condivisione da parte di tutti i rappresentanti delle diverse forze politiche, perchè se ciascuno è libero di avere idee diverse e di esprimerle, mi chiedo chi si senta talmente onnipotente da poter scegliere quali persone possano veder riconosciuta la propria Dignità e quali invece ne possano essere impunemente private….Se qualcuno lo facesse con un figlio vostro glielo permettereste? Se la risposta è come credo negativa, allora non macchiatevi di errori che la Storia potrebbe trasformare poi in orrori, come già accaduto in epoche passate.

La battaglia affinchè i DIRITTI di TUTTI smettano di essere PRIVILEGI di POCHI, ci deve vedere tutti coesi e vicini perchè credere e lavorare ad una società migliore ed inclusiva è un dovere morale specialmente per chi riveste un ruolo istituzionale.

Consegnamo alle generazioni future una Lucania migliore.