Acqua radioattiva nel Melandro: sindaci chiedono monitoraggio

Incontro SatrianoAlcun allarmismo, ma serviranno altri ed approfonditi monitoraggi per stabilire l’entità dell’inquinamento che interessa due pozzi presenti dell’area del Melandro.

E’ quanto emerso con un tavolo tecnico aperto al pubblico, convocato presso la sede comunale a Satriano, dove a seguito di una nota dell’Arpab si è vietato l’utilizzo potabile di acqua appartenente ad un pozzo privato.

L’incontro, aperto dal sindaco della “cittadina dei murales” Vincenzo Pascale, ha visto presenti amministratori di Savoia di Lucania, Sant’Angelo le Fratte e Brienza, quest’ultimo centro interessato da un caso simile. La richiesta, univoca, è di accertare le cause dell’inquinamento.

Dal canto suo, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha comunicato l’esito di un monitoraggio, iniziato quasi un anno fa, e nel quale lo scorso 10 marzo si è evidenziato un leggero superamento di determinati parametri radioattivi: il primo all’interno di un pozzo in contrada Isca a Satriano, l’altro in agro di Brienza. Un lavoro che gli ingegneri di Arpab hanno condotto secondo le recenti normative europee.

Distanti 10 chilometri e all’interno di un’area poco industrializzata, secondo cittadini e comitati ambientalisti intervenuti, i due pozzi dovrebbero però essere oggetto di altre attenzioni. La loro volontà è di tutelare territorio e residenti, molti dei quali interessati da casi tumorali ancora del tutto inspiegabili.

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