Nucleare. Mappa dei luoghi potenzialmente idonei al sito unico: Un po’ di chiarezza

Produttori e detentori dei rifiuti radioattivi in Italia (fonte Sogin)

Produttori e detentori dei rifiuti radioattivi in Italia (fonte Sogin)

Sul Nucleare, data la delicatezza del tema è necessario fare chiarezza sopratutto in termini di informazione.

E’ in itinere il lungo processo che porterà all’individuazione del sito unico nazionale che ospiterà i rifiuti nucleari provenienti dai vari luoghi d’Italia.

La mappa al momento è TOP Secret, nel senso che – come abbiamo già detto il 2 gennaio scorso – è stata consegnata dalla Sogin (che si occuperà della realizzazione del deposito unico) all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e contiene un elenco di aree, quindi non di Comuni, potenzialmente idonee ad ospitarlo.

Questa mappa (che si chiama CNAPI – Carta Nazionale Aree Potenzialmente Idonee), sarà vagliata dai ministeri competenti (MISE e Min Ambiente) per verificare i requisiti tecnici richiesti per la costruzione del deposito: rischio sismico, densità di popolazione, pericolo di allagamenti, distanza dalla costa ecc. E solo in una fase successiva (probabilmente ad Aprile come prevede l’iter di localizzazione del deposito) sarà resa pubblica in un apposito seminario nazionale per il confronto con i cittadini.

Quindi affermare che “c’è di nuovo Scanzano nella Mappa Sogin” non è corretto poiché si confonde l’opinione pubblica portando a credere che la Mappa – già conosciuta e pubblicata dalla stessa Sogin che elenca i “Produttori e detentori di rifiuti radioattivi in Italia” tra i quali come è noto figura anche l’impianto Itrec di Rotondella – sia quella consegnata all’Ispra con l’elenco delle aree potenzialmente idonee ad ospitare i rifiuti provenienti da tutta Italia.

Tra l’altro oggi, la Gazzetta di Basilicata, pubblica una indiscrezione “uguale e contraria”. Ovvero che Scanzano sarebbe salva (la fonte della rivelazione nell’articolo di Filippo Mele è definita autorevole).

Notizie ufficiali non ce ne sono. O meglio ci sono, e dicono che per conoscere le aree individuate in questa prima fase, occorrerà attendere la primavera.