Deposito Scorie. La Sogin ha depositato la lista dei luoghi potenzialmente idonei

Produttori e detentori di rifiuti radioattivi in Italia (Il Sole 24 Ore su Fonte Sogin)

Produttori e detentori di rifiuti radioattivi in Italia (Il Sole 24 Ore su Fonte Sogin)

Prosegue l’iter che porterà all’individuazione del deposito unico idoneo ad ospitare i residui nucleari provenienti dagli attuali 24 siti italiani.

Sogin ha consegnato oggi ad Ispra la proposta di Carta delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) ad ospitare il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico.

La Sogin presenterà infatti – all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e al Ministero dell’Ambiente – un elenco dei siti potenzialmente idonei a “riunire” in sicurezza i residui nucleari che ammontano a circa 25mila metri cubi di materiale.

La stima dei costi si aggira intorno al miliardo e mezzo di euro e serviranno non solo alla messa in sicurezza all’interno di un vero e proprio “bunker” dei rifiuti nucleari meno pericolosi, ma anche alla costruzione di un centro di ricerche.

L’impianto – secondo quanto scrive oggi Il Sole 24 Ore – “potrà costare 650 milioni di euro per lo studio, il progetto e la costruzione, altri 700 milioni per le infrastrutture interne ed esterne e 150 milioni per realizzare il parco tecnologico. Si stima che (oltre a 1.500 addetti alla costruzione per quattro anni) nell’impianto lavoreranno circa 700 persone”.

Schema del processo di localizzazione - Fonte Sogin

Schema del processo di localizzazione – Fonte Sogin

Saranno “criteri di esclusione” quelli in base ai quali la Sogin sta componendo la “carta dei luoghi”: tra i quali vi sono parametri riconducibili al rischio sismico, alla densità di popolazione e al pericolo di allagamenti.

All’interno della mappa (CNAPI) l’evidenza metterà in risalto le “aree” e non i confini amministrativi (Comuni e Province). L’iter proseguirà ad Aprile, quando sulla base dell’elenco di queste aree “potenzialmente idonee”, il Mise e il ministero dell’Ambiente insieme all’ISPRA, renderanno pubblica la carta per la condivisione e il confronto con i cittadini i cui esiti saranno divulgati tramite un apposito seminario all’inizio della stagione estiva.

In autunno, le aree “potenzialmente” idonee (alla luce delle osservazioni rilevate nella fase estiva di confronto), saranno – prevedibilmente – ridotte nel numero e l’acronimo della Mappa, perderà una P (da CNAPI a CNAI cioè da Carta Nazionale Aree “Potenzialmente” Idonee a Carta Nazionale Aree Idonee).

A quel punto la fase di “confronto” interesserà gli amministratori dei luoghi interessati.

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