Legambiente, Wwf, Green Peace: “Lo Sblocca Italia affossa la Basilicata”

foto (14)“Lo Sblocca Italia affossa la Basilicata, perché l’art. 38 rilancia fortemente le estrazioni petrolifere ma soprattutto toglie il potere decisionale alle Regioni, mettendolo in capo al Governo centrale”. Questa è la posizione ambientalista. Chiara. L’art. 38 dello Sblocca Italia non offre un futuro stabile alla nazione dal punto di vista energetico.

Di questo si è discusso in un incontro organizzato presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata da Legambiente, Wwf e Green Peace che stanno portando avanti lungo tutto lo stivale delle iniziative contro le scelte compiute nell’art. 38 del decreto Sblocca Italia.

Presenti in sala anche alcuni politici, il Presidente del Consiglio della Regione Puglia, Introna e di quello lucano, Lacorazza, i consiglieri regionali Gianni Rosa di Fd-An, Achille Spada, Pd, Leggieri, M5S, e i parlamentari Vincenzo Folino, Pd e Vito Petrocelli, M5S. Tornando al tema – secondo gli ambientalisti – stando alle stime, lo sfruttamento di tutte le riserve di petrolio in Italia coprirebbe il fabbisogno nazionale per un periodo molto limitato nel tempo, a fronte di un depredamento insostenibile del territorio. La proiezione nazionale preoccupa ancor più la Basilicata dove, ai sensi dell’art 38, – dicono –  le nuove competenze riportate in capo al governo consentiranno di sbloccare velocemente i procedimenti in corso. E allora gli ambientalisti dicono “Non si può estrarre ancora” e chiedono al premier Renzi una posizione forte.

“L’articolo 38 – ha detto Giorgio Zampetti, resp.scientifico Legambiente nazionale – è da stralciare e se il governo non dovesse accogliere questa nostra proposta continueremo nella nostra azione a favore delle energie rinnovabili”.

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