San Rocco a Pisticci. Il comitato rifiuta offerta di Benedetto: nuove regole per la prossima edizione

Nicola Benedetto - Consigliere regionale (CD)

Nicola Benedetto – Consigliere regionale (CD)

PISTICCI – La comunità pisticcese sta dibattendo in questo ore quanto accaduto il 17 agosto in occasione della gara per l’aggiudicazione del “Carro Trionfale” di San Rocco.

Secondo quanto riporta Antonio Vito Rondinone (Radio Laser News) “nella terza giornata di festeggiamenti dedicati a San Rocco, patrono della città di Pisticci, il 17 tocca all’asta per il traino del carro, per la prima volta ha aggiudicato una somma così bassa, 2200 euro offerti dalla Goldbet di Gianluca Del’isola e Bartolomeo Lopatriello, due giovani imprenditori pisticcesi, che hanno investito nel settore delle agenzie di scommesse”.

“Già dalla prima tappa” riporta Rondinone “in un clima abbastanza appesantito da discussioni varie e contestazioni, ci sono state diverse offerte da parte di imprenditori, singoli e gruppi di giovani cittadini; giunti alla terza e decisiva tappa del carro, subito dopo l’offerta della Goldbet, un colpo di scena, l’offerta dell’imprenditore Nicola Benedetto, 10000 euro e il cambio del cocchiere, ieri sera rappresentato dalla dottoressa Maristella D’alessandro Jula, che a sua volta aveva offerto i 4 cavalli di razza frisona, che trainavano il carro”.

“A questo punto, i componenti dell’associazione feste patronali di San Rocco, rifiutano l’offerta, poichè non rientrava nelle norme del regolamento, che a loro dire, prevede esclusivamente offerte per aggiudicarsi il traino del carro, escluso i cavalli ed il cocchiere. Una parte della folla contesta e fischia il Comitato, un’altra parte lo fa nei confronti di Benedetto, la tensione sale e le forze dell’ordine creano una barriera di protezione verso il carro ed i gareggianti”.

Benedetto fa una proposta alternativa, ovvero di affiancare sul carro trionfale, il cocchiere, ma anche questa viene rifiutata e così va su tutte le furie, e contestando l’operato del comitato, con il suo gruppo abbandona la gara, tra fischi ed urla.

Il comitato risponde che “da diversi anni si è nei fatti instaurata una distinzione fra chi ‘traina’ il Carro (cioè colui che si occupa a sue spese di provvedere ai cavalli ed alla guida materiale del Carro, senza versare un centesimo all’Associazione) e colui che ‘prende’ il Carro, cioè colui che per devozione ‘accompagna’, salendo sul Carro, la Sacra Immagine del Santo fino a Piazza San Rocco. Quest’ultimo, secondo un’antica consuetudine, si aggiudica il privilegio di accompagnare l’Immagine mediante un’asta”.

L’accaduto, ovvero respingere la generosa offerta di Benedetto, procura sicuramente un grosso danno alle magre casse dell’Associazione “ma riteniamo” scrivono ancora i rappresentanti del comitato pisticcese “che ancora più grande sarebbe stato il danno di immagine, in termini di credibilità e di serietà, se avessimo dato l’impressione che per soldi fossimo stati disposti a ribaltare delle consuetudini, che nel tempo sono diventate ‘regole’, e questo a prescindere da chi in quel momento, giustamente o ingiustamente, meritatamente o immeritatamente, trainava il Carro”.

“Non è certamente la simpatia o l’antipatia per questo o quell’altro che devono determinare i nostri comportamenti e le nostre scelte, ma devono farlo la coerenza con il nostro modo di essere e la correttezza nei confronti degli altri, a prescindere dal fatto che gli altri non siano corretti con noi, anche a costo di sacrifici”.

Quanto avvenuto tuttavia, ha evidenziato che la consuetudine instauratasi nella gestione del “Carro Trionfale” non è più praticabile in futuro.

Secondo l’associazione infatti “occorre riscrivere nuove regole sia per la partecipazione dei cavalli al corteo processionale del ‘Carro Trionfale’, sia sulle modalità del traino del Carro stesso. Regole mirate ad impedire che queste manifestazioni, che devono essere espressione di devozione al Santo, si trasformino, invece, in cose molto diverse e che l’asta per l’aggiudicazione si tramuti in un’arena dove dirimere rivalità personali o palcoscenico per guadagnare una facile popolarità. Bisogna cercare, attraverso queste regole, di recuperare l’autentico spirito di devozione al Santo, che animava i nostri antenati e che si sta purtroppo completamente perdendo, in modo che queste tradizioni non diventino un’occasione per trasformarsi in uno spettacolo, che crea solo spiacevoli antagonismi”.

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