Festa della Repubblica: 68 anni fa il Referendum. Le celebrazioni a Matera

 

monumento cadutiMATERA – La Repubblica Italiana. 68 anni e non li dimostra o quasi. Atto di nascita risalente a quei lontani giorni del giugno del 46, precisamente il 2 e il 3, quando, con un referendum a suffragio universale gli italiani si espressero sulla forma di Governo da dare al Paese. Monarchia o Repubblica. A decidere furono i circa due milioni in più dei voti a favore della Repubblica, concentrati più a Nord che a Sud e che sancirono la scacciata dei Savoia. L’Italia intera ricorda quei giorni, che segnarono l’inizio di una ripresa lenta ma inarrestabile, che la portò nel novero delle grandi potenze industriali mondiali, dopo essere uscita dalla guerra come uno dei Paesi più martoriati. È il dovere oggi, più che mai, è quello della memoria, come ha sottolineato nel suo messaggio inviato ai Prefetti d’Italia, il Presidente della Repubblica Napolitano. Messaggio letto in Piazza Vittorio Veneto a Matera da Luigi Pizzi, nel corso delle relative celebrazioni. Due i temi centrali della festa di quest’anno. Uno storico, i 100 anni dallo scoppio della Grande Guerra, e uno attuale, l’Italia che si prepara il primo luglio a prendere la guida dell’Unione Europea per un semestre. Tappe e appuntamenti importanti ricordati nel corso dei vari interventi, di una cerimonia che nella città dei Sassi ha preso le mosse dalla Villa dell’Unità d’Italia. La memoria è un dovere, è stato ricordato, perché come ha sottolineato il giovane Simone Contini, in rappresentanza della Consulta Studentesca, nessun futuro è possibile senza il presente e il passato. Perché in fondo quello in atto, ricorrendo ancora alle indicazioni di Napolitano, è un vero e proprio cantiere Italia di lancio e di rilancio. Insomma l’Italia si ferma a riflettere su se stessa e lo fa, come avvenuto a Matera, attraverso i simboli della sua più intima identità, alla presenza delle associazioni combattentistiche e d’arma, della banda, dei militari e delle autorità civili e religiose, ma soprattutto guardando ai suoi giovani e al loro futuro.

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