Senise si prepara a ricordare la Presa del tappo e chiede attenzione per l’area Sud della Regione

diga-di-senise-monte-cotugno1Il 6 marzo del 1984 l’allora sindaco di Senise e i cittadini si resero protagonisti di una storica mobilitazione in difesa dei loro diritti: la Presa del Tappo. I fatti furono questi: in quegli anni si stava costruendo la diga di Monte Cotugno, che ancora oggi serve i terreni di Puglia e Basilicata e, in fase di ultimazione dei lavori, tra la gente presero il sopravvento i timori che alla sottrazione dei terreni non sarebbe seguita  una contropartita in termini occupazionali. La preoccupazione di istanze negate spinse il sindaco ad un’ordinanza di rimozione del Tappo della diga che venne portato nella piazza del paese.

“Fu una grande mobilitazione sindacale e di massa – racconta il sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo – che giunse all’attenzione nazionale e che comportò risultati importanti: il pagamento dei terreni espropriati, la realizzazione dell’area industriale e la nascita del ProgettoSpeciale Senisese”.

Così per ricordare quanto accaduto trent’anni fa, i prossimi 6-7 e 8 marzo saranno dedicati alla rievocazione storica della nota “Presa del Tappo”, attraverso un programma di eventi. Ma l’obiettivo è anche altro, la tre giorni “sarà l’occasione – continua il sindaco – per riaprire nel Senisese un nuovo laboratorio politico e sindacale capace di portare avanti idee e programmi. Oggi, l’area programma che va da Maratea a Terranova del Pollino non ha una rappresentanza politica, e io  – dichiara – voglio essere punto di riferimento per programmare il futuro.”

Ricordare – è emerso stamane in conferenza stampa –  significa dunque ridare attenzione alla vertenza senisese e avviare una riflessione sulla risorsa acqua, oro blu per lo sviluppo della Regione.

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