In Basilicata il segretario generale Uilm, Palombella per parlare del futuro del settore “metalmeccanico”.

Rocco Palombella - Segretario Generale UILMPOTENZA – Il futuro del settore metalmeccanico, in Italia e in Basilicata dove la SATA di Melfi e il suo indotto rappresentano un importante presidio occupazionale.

Di questo si è parlato stamattina presso la sede del sindacato regionale dove si è tenuta una riunione fra le segreterie dei metalmeccanici Uil presenti in Basilicata e il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.

Il sito produttivo della Fiat – è stato detto durante l’incontro – avrebbe retto la concorrenza nel segmento B dello specifico mercato, grazie alla buona tenuta della Punto.

Nel 2012 in Basilicata si sarebbero prodotte 100mila vetture in meno rispetto all’anno prima, ma fino ad ottobre scorso la produzione è arrivata a 107 mila auto. E il futuro è già delineato con investimenti decisi per un minisuv e per la 500X, che mettono al sicuro i lavoratori.

“La Basilicata è una terra povera – ha detto Palombella – e senza l’apporto dell’industria dell’auto, con il relativo indotto, e quello della produzione energetica (il petrolio grezzo estratto e destinato all’estero) sarebbe al puro collasso. Il Pil regionale è lo stesso di quindici anni fa ed è destinato a diventare il più basso nel Mezzogiorno. Abbiamo un gruppo dirigente giovane, nato al tempo dell’apertura della Sata di Melfi nel 1995, che si batte perché soprattutto il manifatturiero rimanga l’asse portante dell’economia non solo della realtà meridionale, ma dell’intero Paese”. Il segretario generale della Uilm ha fatto un cenno anche al tavolo contrattuale con Fiat: “Entro la fine della prossima settimana –ha detto- capiremo se, esaurita la parte relativa alla discussione sugli aspetti normativi, saremo in grado di esaurire positivamente la parte del biennio economico. Se sarà così potremo dare una risposta ai lavoratori entro l’anno rinnovando il contratto specifico di lavoro per il 2014-2015”. Poi, la ribadita opposizione alla legge di Stabilità: “E’ risaputo che il disegno di legge in questione non ci piace –ha sottolineato il dirigente sindacale- perché nei prossimi tre anni servirebbero almeno 15 miliardi di euro per ridurre il cuneo fiscale e almeno il doppio per investimenti produttivi come le infrastrutture materiali e digitali. Finora di questa prospettiva non c’è traccia compiuta e noi saremo nelle piazze d’Italia il prossimo 14 dicembre per farlo sapere”.

Share Button