Maltempo. Marcello Pittella: Lucania chiama Italia!

Marcello PittellaPOTENZA – “Ora siamo noi ad avere bisogno di quelle risorse, perché la verità è che non ne abbiamo come giusto riconoscimento per quanto concediamo, neppure quando una catastrofe come questa imporrebbe ad un governo centrale di agire tempestivamente”: così, con una richiesta di intervento motivata dalla gravità della situazione determinata dal maltempo, il neopresidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), ha sollecitato il Governo ad intervenire.

Pittella – eletto il 17 e 18 novembre scorso ma non ancora insediato nel nuovo incarico, ha parlato di una regione e dei suoi abitanti ”con gli occhi lacrimanti, le gambe nel fango, le case devastate da un furia naturale che l’uomo non solo non riesce a frenare, ma a volte invita ad entrare.

E ci riscopriamo soli, in un silenzio assordante che sembra avvolgere tutti i nostri territori. Finito il clamore di ‘Basilicata coast to coast’, sfiorito l’entusiasmo per Matera 2019 e la lasciva curiosità per qualche inchiesta giudiziaria – ha aggiunto, con tono anche polemico – inesorabilmente la Basilicata sembra scomparire”. Pittella ha spiegato che in Basilicata vi sono “frane, esondazioni, sfollati, ed un vero disastro idrogeologico in corso, per una popolazione già provata non resta che riunirsi e provare a risollevarsi da soli.

C’è un’economia in ginocchio nell’area più produttiva della regione, ci sono raccolti e quindi indotti irrimediabilmente compromessi, ci sono zone archeologiche di pregio in pericolo. C’è il dramma di una popolazione che da oggi si rimboccherà le maniche per mettere insieme cocci di una vita e questo dramma va condiviso con la Nazione, come giustamente avvenuto per il disastro in Sardegna che ha provocato sfortunatamente anche morti”.

Nell’assicurare che le strutture della Regione faranno di tutto per “accelerare le operazioni per calcolare le stime dei danni”, “perché non c’è tempo da perdere”, il governatore lucano ha detto che “dobbiamo fare in modo che una voce si levi alta, possente, unisona e non più solitaria per far sentire che ci siamo, esistiamo e contribuiamo allo sviluppo del paese con le nostre risorse e con i nostri territori”.