Alla vigilia dell’anniversario del “terremoto dell’80” il monito del deputato Vincenzo Folino.

Terremoto 1980ROMA – “Il ricordo del terremoto del 23 novembre 1980 deve vivere ancora nel Paese e nelle istituzioni e deve essere un monito affinché tutti operino per limitare, se non per evitare, gli esiti tragici conseguenti agli avversi eventi naturali come quelli che si sono verificati ad ottobre nel Metapontino e pochi giorni fa in Sardegna”. E’ quanto ha dichiarato il Deputato del Partito Democratico Vincenzo Folino intervenendo ieri alla Camera.

“Gli eventi e le catastrofi naturali di questi trent’anni – ha aggiunto Folino – ci dicono che bisogna fare ancora molto per mettere in sicurezza gli edifici privati e pubblici dal punto di vista sismico e servono azioni di tutela e di riassetto idrogeologico del territorio italiano, nonché investimenti per prevenire ed intervenire sui rischi e sulla sicurezza ambientale, naturale e artificiale. Penso alle estrazioni petrolifere e alle dighe presenti in Basilicata, tra l’altro”.

“Nel trentatreesimo anniversario del tragico terremoto del 23 novembre 1980 – ha aggiunto il parlamentare lucano del Pd -, noi lucani ricordiamo ancora una volta con commozione le persone morte ed in particolare quanti persero la vita per il crollo della chiesa di Balvano, 77 persone tra cui 66 bambini ed adolescenti. Ed ancora oggi siamo grati a tutti coloro che, da tutte le parti del mondo – compresi gli Stati Uniti e l’Iraq – e da tutte le parti d’Italia soccorsero quelle popolazioni, e tra essi Pierluigi Bersani allora giovane assessore dell’Emilia Romagna”.

Folino ha ricordato inoltre “le difficoltà dello Stato in quel momento”, sottolineando in particolare “la visita del presidente della Repubblica Pertini, accolto dal ministro Emilio Colombo, e la visita di Giovanni Paolo II che fu di grande conforto alle nostre popolazioni”. Ma ha anche messo in rilievo “l’impegno di tanti amministratori locali, dei Comuni, poi successivamente insigniti con la medaglia d’oro al valor civile”.

“Anche che se la ricostruzione civile ha avuto un esito positivo – ha concluso Folino – il rilancio economico fu totalmente fallimentare, in primo luogo per le iniziative di faccendieri provenienti dal Nord del Paese, che la Commissione Scalfaro rilevò in maniera puntuale negli anni 1989-1991”.

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