Matera 2019. La sfida adesso è contarsi per contare anche in città

Il comitato all'uscita dalla audizione

Il comitato all’uscita dalla audizione

Il riconoscimento tributato al lavoro svolto dalla commissione e dalle istituzioni che hanno sostenuto fin qui il percorso per la candidatura a capitale europea della città è arrivato venerdì scorso con l’ingresso di Matera nella short-list delle candidate italiane al titolo europeo.

Il riconoscimento non è tanto, o non è solo, quello formalizzato dalla giuria di selezione.
Di notevole interesse sono le attestazioni ricevute da chi nella short-list non è riuscito ad entrare.

Urbino ad esempio nei mesi scorsi sul web si è guadagnata la “palma” della candidata con la miglior comunicazione “virale”. Ma non è riuscita ad entrare. Matera invece ha primeggiato in “coinvolgimento” proprio al di fuori dei propri confini e, in una fase topica della selezione.

L’hashtag utilizzato per “Portare Matera nel 2019” ha messo in cima alle conversazioni social in Italia il nome ed i motivi di una candidatura “diffusa”.

Sono stati coloro che già si sentono “abitanti culturali” a promuoverla. Una risorsa che altre città non sono riusciti ad esprimere con compiutezza. Andrea Borruso, parla della sua Palermo ed analizza i motivi del mancato ingresso in short-list:

“Per dare voce alla città dei Sassi è stato scelto un hashtag #portaMateranel2019 […]
Il bello degli hashtag è che non hanno un proprietario, e sono quindi utilizzabili da tutti. Si tratta quindi di qualcosa che di “default” apre ad un utilizzo partecipato e condiviso.
Gli hashtag sono molto utili per monitorare e misurare il flusso di ciò che avviene nei canali sociali, e quello scelto dalla città di Matera è stato trending topic nei giorni della selezione delle città, con più di 1800 post su twitter nella giornata del 13 novembre. I numeri non sono la cosa più importante e spesso si devono a bravi mestieranti, ma nei post per Matera oltre al mestiere c’è anche tanta anima. Quest’ultima per fortuna non è misurabile, ma quella mostrata da questa città è qualcosa che la fa stare bene tra le finaliste”.

E’ questo il primo tassello di un mosaico più grande che vede nella partecipazione “collettiva” il vero motivo di successo. Ma questo successo ora occorre capitalizzarlo per “inseguirlo” insieme. Insieme a quella parte di città che non si sente, o non è, e non è ancora interessata ad interpretare attivamente il ruolo “dell’abitante culturale”.

Non sarà facile stimolarne la partecipazione in un contesto “critico” sotto il profilo socio-economico come quello che attanaglia la Basilicata.

Ma bisogna provarci. E crederci. E sotto questo punto di vista è importante il segnale lanciato dalla convocazione immediata del consiglio comunale di domani pomeriggio. Ecco, crederci e coinvolgere anche chi non è (ancora) in “rete”.

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