Una delegazione di lavoratori stagionali in visita dal Prefetto di Potenza

Il Prefetto di Potenza - Antonio Nunziante

Il Prefetto di Potenza – Antonio Nunziante

POTENZA – Arrivano in tanti stamattina a Potenza, con il volto sereno che
tradisce la giovane età.

Ma solo in tre vengono ricevuti dal Prefetto di Potenza, al quale hanno chiesto un incontro. Sono i lavoratori stagionali addetti alla raccolta del pomodoro da industria nelle
campagne di Palazzo San Gervasio, Lavello e Boreano, il lembo di terra nei dintorni di Venosa.

Si tratta di ragazzi tra i 20 e i 40 anni, sfruttati dal caporalato e costretti a vivere in condizioni di estrema indigenza, senz’acqua, elettricità e gas. Oggi hanno deciso di autorappresentarsi, chiedendo al Prefetto un incontro con lo scopo di far conoscere la propria situazione.

Lavoratori a nero, pagati a cottimo, con un orario di lavoro massacrante, che senza contratto e residenza hanno difficoltà anche a rinnovare il permesso di soggiorno. Benchè lavorino e vivano in Italia da diverso tempo, l’isolamento in cui sono costretti impedisce loro di imparare l’italiano, rendendo difficile il loro inserimento sul territorio.

Questi in sintesi i punti del documento redatto dai ragazzi e presentato stamattina al prefetto per chiedere di intervenire a favore del riconoscimento della dignità di persone prima che di lavoratori. I braccianti del Vulture/Alto Bradano intanto, possono contare sui volontari e sulle associazioni che, presenti anche quest’oggi, sono al loro fianco nel cammino di integrazione e dignità.

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