Protesta chiusura Tribunale di Melfi, sindaco Valvano: “Non è una lotta di campanile”

Schermata 2013-09-14 alle 14.54.25POTENZA – Il Vulture è idealmente concentrato nella Sala Verrastro della Regione Basilicata per scongiurare la chiusura del Tribunale di Melfi.

Lo è dalla mattinata di venerdì (ieri ndr) quando una delegazione composta da esponenti politici locali e sindaci dell’area nord ha deciso di far sentire le proprie ragioni anche a Potenza occupando alcuni spazi della massima istituzione lucana.
Questo, proprio a due passi dall’ufficio di presidenza del reggente a tempo Vito De Filippo, il quale da parte tirata in ballo ha richiesto ed ottenuto dal Ministro Cancellieri la sospensione temporanea del trasferimento dei fascicoli.

La protesta, iniziata nei giorni scorsi davanti ai cancelli del Tribunale federciano, è stata poi trasferita nel capoluogo di regione ed ha assunto i contorni dell’occupazione pacifica in attesa di rassicurazioni formali.
Un atto che gli “occupanti” hanno definito come dovuto, sulla scia di quanto sta accadendo anche nel resto d’Italia, e spiegato in dettaglio nel corso di un incontro con la stampa.

La voce grossa è quella del primo cittadino melfitano Livio Valvano, il quale ha sottolineato l’importanza del presidio di legalità e l’erronea definizione di una lotta di campanile tra Melfi e Lagonegro.

“L’intera situazione ha visto una gestione sbagliata – ha dichiarato Valvano – ed è chiara l’operazione politica permessa lo scorso luglio dal Ministero della Giustizia con il presidio da sostituire inizialmente stabilito a Lagonegro poi spostato a Melfi. La riforma è ingiusta perché sul nostro territorio calata dividendo due comunità.”

Le critiche passano al piano di infrastrutture e servizi che pregiudicano la scelta stessa. “La Basilicata è senza infrastrutture e con la dispersione demografica più evidente del Paese. Non possiamo essere trattati come la media nazionale, anzi è necessaria una diversa articolazione del territorio. La riforma, motivata dalla spending review, non trova riscontro con il Tribunale di Melfi il cui costo è stato preso in carico dal governatore De Filippo.”

“È necessario che tutti ci mettano la faccia – ha chiuso Valvano – e restiamo qui in modo pacifico fino a quando si chiarirà questo atto di ingiustizia. Si tratta sì di una condizione di straordinarietà ma di fronte ad uno Stato che non recepisce queste interpellanze. Aspettiamo ora provocatoriamente delle risposte direttamente a Melfi, magari ci renderemo conto che esiste una autostrada e dei servizi idonei.

Le altre parole sono state spese dai consiglieri regionali Nicola Pagliuca ed Ernesto Mavazio, i quali hanno richiesto un focus anticipato ed un ripiegamento della politica lucana per evitare altri provvedimenti già annunciati come la chiusura di Corte dei Conti e uffici scolastici.

“L’invito, in tempi di primarie, è di riunirsi in Sala Verrastro – ha sottolineato Navazio – per rendersi conto della situazione e perché è la Basilicata intera a dover alzare la voce.”

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