Taglio tribunali. Il Consiglio Nazionale Forense: “avviamo verifica”.

cnfROMA – Nel mondo dell’avvocatura emergono “ampie sacche di criticità, aggravate dagli effetti dell’entrata in vigore della riforma della geografia giudiziaria, tra cui l’incognita sulle date, sulla fissazione dei processi, i trasferimenti del personale in corso senza certezze, spese vive da sostenere senza indicazioni precise dei costi finali di tutta l’operazione”.

Lo sottolinea il Consiglio nazionale forense (Cnf), che al termine di un incontro oggi a Roma annuncia che “verrà avviato un monitoraggio sull’attuazione della riforma, chiedendo agli Ordini forensi l’invio di tutti i dati, documentati, oggettivamente utili per valutare disservizi e mancanze”.

“Il Cnf – spiega una nota – anche attraverso l’Osservatorio sul funzionamento della giurisdizione, raccoglierà i dati, specifici e oggettivi, dagli Ordini per verificare lo stato del funzionamento della giustizia, a iniziare dal reale stato degli uffici giudiziari dopo l’avvio della revisione delle circoscrizioni”.

“Stiamo vivendo un momento drammatico – afferma il presidente del Cnf, Guido Alpa -. Le notizie che giungono dal territorio in questi giorni sono gravi. Anche i rappresentanti del Parlamento ci segnalano situazioni preoccupanti. Occorre insistere affinché il Governo e il Ministero della giustizia si aprano a un dialogo costruttivo e che il Parlamento possa essere centrale nel percorso delle riforme. La giustizia è un servizio essenziale dello Stato”. “In questo modo – aggiunge Alpa – si sta innescando una spirale di contrapposizioni che alimenta un clima di incertezza sulla tutela dei diritti dei cittadini che il Paese non può permettersi”.

L’Avvocatura ha anche “ribadito la necessità – si legge in una nota – che gli Ordini forensi siano mantenuti sul territorio e che il Governo dia piena attuazione alla riforma della professione forense, recuperando i ritardi e le colpevoli omissioni. Sui parametri gli avvocati si aspettano di conoscere la prossima settimana il contenuto del nuovo decreto di aggiornamento, secondo le linee della proposta del Cnf. Sulle società tra avvocati è stata ribadita la linea della non applicabilità della disciplina prevista per le altre professioni: quella forense garantisce la difesa dei diritti dei cittadini. Unanime è stata la richiesta da parte dei partecipanti che, in assenza di tempestive risposte soddisfacenti su questi punti, l’Avvocatura risponda unitariamente nella maniera più ferma”.

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