Petrolio, a Policoro la catena umana contro le trivellazioni

Catena-Umana-PolicoroPOLICORO (MATERA) – Salvare l’acqua dal petrolio. Non conosce soste l’impegno civile di chi da tempo denuncia i rischi legati ad uno sfruttamento selvaggio delle risorse energetiche lucane. E la protesta e la mobilitazione si è spostata questa mattina sulla spiaggia di Policoro, con la terza edizione della catena umana contro le estrazioni petrolifere in terra e mare. Energie unite, dunque, di grandi e ragazzi, in un unico grande abbraccio, tra l’acqua delle sorgenti e l’acqua del mare. Dobbiamo salvare quello che è rimasto delle sorgenti lucane, dell’acqua lucana il mar Jonio dalle trivellazioni, si legge in un comunicato di No Scorie Trisaia, che nei giorni scorsi aveva annunciato l’iniziativa. Nel mar Jonio e sulla terra, rende noto, sette compagnie petrolifere ed Srl al seguito non possono segnare e decidere il futuro di milioni di meridionali, delle proprie economie, di quella risorsa che disseta due regioni e oltre quattro milioni di abitanti. Per la Basilicata, la regione più povera in base ai dati Istat 2011, dopo i danni del petrolio, rincara No Scorie, ora la ulteriore beffa: anche i pochi centesimi sporchi di petrolio dovranno essere divisi con altre regioni. Uscire dalla logica dello sfruttamento, è possibile, dando slancio alle politiche della sostenibilità. Partendo, conclude No Scorie, da gesti semplici ma significativi. Come è avvenuto questa mattina a Policoro.

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