Il Concilio Vaticano II ispira il Carro della Bruna 2013. (Interviste e Galleria Fotografica)


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2MATERA – “Non chiamatemi artista, sono un artigiano che ha coordinato una squadra di giovani volenterosi animati dalla fede per la protettrice della propria città e dalla passione per ‘il carro'”. Accoglie così la stampa Andrea Sansone, il cui bozzetto per il “Carro della Bruna 2013” è stato selezionato per rappresentare il “Concilio Vaticano II, un evento per la Chiesa e per il mondo”.

Questo nel pomeriggio di sabato anteprima riservata ai giornalisti del Carro trionfale in cartapesta realizzato per la 624a edizione della Festa della Bruna. Solo pochi ufficiali scatti, 12 per la precisione. Quelli che offriamo anche alla vostra attenzione in questo momento e che lasciano trasparire elementi di novità nel trattamento, nei colori, nella cifra stilistica impressa.

Nessuna ripresa con la telecamera o fotografia non autorizzata all’interno della Fabbrica del Carro con l’obettivo di mantenere ancora un rispettoso silenzio nei confronti dell’opera e preservare quel senso di stupore che si offrirà il giorno ufficiale della sua presentazione, ormai imminente.

Il carro è stato realizzato per la prima volta da un giovane artigiano materano, Andrea Sansone, animato da grande slancio professionale e fortissima dedizione personale nell’abbracciare questa nuova importantissima sfida.

Andrea ha lavorato alacremente per 4 mesi, avvalendosi della importante collaborazione di una squadra di giovani e giovanissimi che si è subito stretta intorno all’idea di dare assieme il meglio da un punto di vista creativo, artistico e culturale per esprimere una visione diversa ed originale dell’opera affidata.

A caratterizzare il Carro edizione 2013 la presenza di stampi unici realizzati ed utilizzati per dare forma a 10 angeli, 9 cherubini, 4 angeli più grandi di circa un metro e sessanta di altezza , due bambini, sei figure grandi compresa una famiglia con madre, padre e figlio ed una Cupola, quella di S. Pietro, alta due metri e mezzo e larga un metro e mezzo, che domina di fatto l’intera opera. Un lavoro fatto di passione, coraggio, e grande attenzione ai particolari.

“Il mio pezzo preferito? Un cherubino che ho rifatto due volte”. Racconta così con semplicità la sua personale impresa. Una impresa collettiva, ecumenica, inclusiva, nello spirito di quel Concilio che ha rappresentato al centro della scena.

Lo conferma anche il più giovane dei suoi collaboratori: “anche negli anni passati mi sono proposto, ma Andrea mi ha dato la possibilità di apprendere e lavorare con lui. Non ci tratta da semplici apprendisti. Lavoriamo tutti sugli stessi pezzi sui quali lui lavora”.

Una importante novità che si è offerta agli occhi dei pochi che fino ad oggi hanno potuto ammirare il manufatto riguarda anche la presenza dei Pontefici. Rispetto alla presentazione ufficiale del bozzetto in cui era prevista solo la presenza di Papa Benedetto XVI, a seguito delle sue dimissioni è stato inserito anche Papa Francesco, ed i due volti saranno inseriti nelle finte cornici dell’auriga, nella parte anteriore del carro. C’è anche karol Wojtyla, che nel conclave era vescovo. E la sua figura è impreziosita da una ricchissima cornice intarsiata e dorata.

Non sembra cartapesta. E’ un carro imponente, armonioso, i cui colori per la prima volta si allontanano dalla tradizione che prevede ricchi e naif accostamenti.

Finanche gli occhi degli angioletti più piccoli sono dipinti, col brillio del sole che li illumina. Piccoli dettagli, certo non banali, che alimentano l’attesa in vista della presentazione ufficiale del manufatto artistico, che si offrirà agli occhi dell’ampio pubblico il 23 giugno prossimo.

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