Marina di Pisticci. Scuola di Marconia e Legambiente insieme per “Spiagge e Fondali puliti 2013”

Pisticci LidoSAN BASILIO – Metti una nutrita rappresentanza della scuola Orazio Flacco di Marconia, ragazze e ragazzi della seconda E accompagnati dalla prof. Mancarella, una bella giornata di sole, tanto mare e i volontari del locale circolo di Legambiente che illustrano la necessità di tutelare il litorale, la spiaggia, le dune e la vegetazione che le caratterizza, ed è facile lasciarsi coinvolgere direttamente in un’azione pratica.

I ragazzi, attenti e partecipativi, non si sono limitati ad ascoltare ma hanno formulato domande interessanti in merito al perché della sabbia o dei ciottoli al mare, alla presenza di strutture o di rifiuti sulla spiaggia, a come comportarsi in particolari situazioni. Il momento conoscitivo è diventato quindi un acceso ed ampio dibattito sulle tematiche ambientali, rispetto alle quali i ragazzi sono subito parsi preparati e felici di dare il proprio contributo pratico lasciando per qualche ora i banchi di scuola e vivendo diversamente il proprio territorio.

Subito dopo sono state avviate le operazioni di pulizia della spiaggia di San Basilio, alle quali i ragazzi hanno partecipato attivamente riportando al punto di ritrovo molti sacchi di rifiuti, fra cui bottiglie, tubi in plastica, ombrelloni rotti, polistirolo…

Terminate le operazioni di pulizia, di cui si vuole sottolineare il valore educativo, ai ragazzi è stato illustrato il sistema vegetazionale che caratterizza le dune; quelle che per tutti sembrano erbacce da estirpare per migliorare l’aspetto visivo della spiaggia, sono in realtà specie importantissime per la preservazione dell’ecosistema. Fra esse i gigli di mare, vale a dire quei fiori bianchi che crescono sulla spiaggia e che qualcuno potrebbe raccogliere per farne dono alla fidanzata, sono in realtà specie da proteggere e rispettare, se si vuole conservare la spiaggia per le future generazioni.

Per dare ulteriore valore all’iniziativa, a chiusura della giornata simbolicamente i ragazzi hanno piantato sulla duna i semi di giglio di mare, molto spesso assenti sulle spiagge fortemente antropizzate o vittime dei trattori degli operatori balneari.

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