Il Patronato della Confederazione Italiana Agricoltori in piazza a Potenza e Matera. Domenica a Brienza

Riceviamo e pubblichiamo una nota della CIA di Basilicata

Schermata 2013-05-10 alle 10.18.54Con la raccolta di firme per rivendicare modifiche all’attuale norma che regola i meccanismi di pensionamento che penalizzano soprattutto gli agricoltori chiedendo, in particolare, l’abrogazione dell’assurda norma che aggancia l’età pensionabile all’aspettativa di vita, ha preso il via in Basilicata il programma ”Maggio Mese Sociale”.

Domani a Potenza e a Matera e domenica a Brienza si svolgerà la manifestazione “Inac in piazza”, con l’allestimento di gazebo che saranno punto di informazione e “megafono” per dare voce al disagio di tutti quei cittadini che vivono nell’incertezza e nell’ansia di non poter programmare la loro vita futura.

Da qui la decisione della Cia e del suo Patronato di attivarsi nella raccolta di firme per una petizione popolare da consegnare alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

La riforma Fornero, infatti, non si limita solo a far slittare in avanti l’età minima per la pensione, ma aggiunge un coefficiente, progressivo, fissato dall’allungamento medio della vita.

In sostanza -spiegano Cia e Inac- non si potrà mai avere la certezza, a priori, della data di “fine lavoro”. Se non si cambia la legge i bambini di oggi non andranno mai in pensione e i giovani che si affacciano adesso al lavoro ci andranno molto dopo i 70 anni.

La situazione è paradossale, soprattutto ora che con la crisi gli anziani sono diventati veri e propri “ammortizzatori sociali” e sostegno (economico) delle famiglie. Per la Cia inoltre è fondamentale ampliare la rete degli uffici sul territorio, e soprattutto consolidare il Polo dei servizi integrati del sistema confederale, che prevede la sinergia tra il patronato, il Caf e l’associazione pensionati Anp, per dare ai cittadini tutte le risposte di cui hanno bisogno secondo il progetto confederale del patronato del nuovo welfare.

Il patronato, soprattutto nelle aree rurali, diventa indispensabile per facilitare il collegamento tra il cittadino e lo Stato. Il patronato -evidenzia Vito Pace, direttore regionale Inac Basilicata- deve rispondere alle esigenze di cambiamento della società, mantenendo il suo tradizionale ruolo di tutela e contribuendo allo sviluppo della legislazione, nell’ottica di una maggiore equità sociale.
I dati più significativi dell’attività Inac in Basilicata: circa 100 mila contatti e servizi, per oltre 40 mila utenti (non solo del settore agricolo); il sistema di assistenza-consulenza della Cia e patronato Inac è formato da 80 uffici comunali, 25 unità locali e 16 Uffici di zona. “Dati -precisa Pace -Cia- che fotografano quello che è sicuramente il sistema più importante del sindacato del territorio che stiamo costruendo da qualche anno specie rafforzando il nostro ruolo sussidiario di servizi, attraverso due strumenti fondamentali: la Carta dei servizi e il fascicolo della famiglia”.

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