Inclusione sociale e professionale per gli immigrati: Confapi, Consorzio Mediterraneo, Tolbà e Unar insieme

Foto: confapimatera.it

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Acquisire professionalità in ambito turistico per metterla a servizio di un mercato del lavoro che, al momento, può offrire occasioni soltanto in questo settore.

E’ lo scopo della seconda edizione del progetto Ispi, acronimo di inclusione sociale e professionale per gli immigrati, al quale stanno lavorando in partnership Confapi Matera, Consorzio Mediterraneo, l’associazione Tolbà, la Provincia di Matera e l’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’iniziativa, presentata ieri nella sede materana dell’associazione delle piccole e medie industrie, alla presenza del delegato Unar, Silvia Scarpa, è rivolta a tutti gli immigrati residenti tra il capoluogo e la provincia, chiamati a prender parte ad un percorso formativo che prevede anche stage operativi nelle aziende che aderiscono al consorzio, impegnato anche a garantire loro affiancamento e assistenza.

L’obiettivo è quello di creare profili professionali specializzati e competenti, meno generici rispetto alla prima edizione del progetto che, di fatto, favoriva l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro permettendo incontri face-to-face tra imprenditori e migranti. Questa, di fatto, corrisponderà alla seconda fase del progetto di quest’anno, anticipata da momenti teorici in aula incentrati su un inquadramento del settore turistico territoriale, oltre che su approfondimenti legati al mercato e alle tecniche commerciali.

Spesso, considerando i titoli di studio di molti migranti presenti nel Materano, i destinatari del progetto hanno già titoli di studio elevati, tra l’altro anche compatibili col settore in oggetto, ma finiscono, per mancanza di opportunità simili, col prestare manodopera sui cantieri edili o nei campi agricoli. Realtà che Tolbà, con l’esperienza ultradecennale che caratterizza il suo operato inclusivo, conosce purtroppo molto bene e proprio per questo quotidianamente cerca di superare, anche grazie ad iniziative e collaborazioni come questa, che si prefiggono di guardare al migrante come risorsa, opportunità e valore aggiunto, in una società sempre più multietnica anche a livello locale.

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