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101 Milioni per il rilancio del mobile imbottito. Firmato l’accordo di programma al Ministero per lo sviluppo economico.

Il Ministro Corrado Passera

Il Ministro Corrado Passera

Il Distretto del mobile imbottito di Basilicata e Puglia al giro di boa. Ora c’è l’accordo di programma, siglato poco fa al ministero dello sviluppo economico a garantire al comparto un futuro fatto di minori difficoltà.

Le firme sul documento sono quelle del sottosegretario Claudio De Vincenti e dei presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia, Vito De Filippo e Nichi Vendola. Presente anche il sottosegretario ai rapporti con il parlamento, Giampaolo D’Andrea.

Centouno milioni per rilanciare il settore, ma anche per assicurare innovazione e sviluppo all’intero territorio attraverso il ricorso da un modello di industrializzazione che punti sulla modernizzazione. Insomma, non solo più poltrone e divani, ma anche produzioni di nicchia a più alto valore aggiunto.

Sì al manifatturiero, dunque, per tenere viva un’espressione produttiva che ha positivamente segnato la vita di questo territorio a cavallo tra Basilicata e Puglia, ma anche qualità ed innovazione.

E’ questo il percorso che viene tracciato dall’accordo di programma a lungo inseguito dalle Regioni Basilicata e Puglia per salvare un settore in crisi profonda almeno da un decennio. Con quindicimila addetti, indotto compreso, il mobile imbottito appulo lucano ha assicurato sviluppo ed occupazione oltre che bilanci miliardari alle imprese del settore per oltre un trentennio.

Quando la globalizzazione dei mercati ha cominciato a spegnere uno dietro l’altro i riflettori che lo illuminavano, il comparto ha chiesto il sostegno delle istituzioni sia locali che nazionali. Solo promesse, ma di impegni concreti nessuno. Clamoroso il nulla di fatto successivo alle speranze che si accesero nel 2006 con l’intesa di programma sottoscritta a Matera dall’allora ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola.

Sono trascorsi sette anni e nel frattempo il colosso del mobile imbottito si è ridotto ad una modesta entità produttiva, anche se ancora ricca di prospettive e di opportunità. Ed è proprio su quelle che l’accordo di programma intende puntare guardando con concretezza al futuro. Vanno ancora bene poltrone e divani “made in Mugia”, ma non si possono trascurare le professionalità che fino ad ora hanno operato nel settore. Uomini e donne con un rapporto stretto ed intenso con la realtà della fabbrica: tute blu che possono essere utilizzate con alti profitti anche in altri comparti. Esattamente quel che prevede l’accordo. E qui si innesca forse la questione più delicata e strategica: il futuro dell’area appartiene al comparto produttivo nella sua generalità.

Quindi, quel che il documento alla fine sollecita è un new deal del sistema industriale locale. Cambiare registro, guardare in prospettiva, allargare lo sguardo e quindi l’orizzonte per costruire una pagina nuova dello sviluppo, senza dimenticare quel passato fatto di poltrone e divani.

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