Shoah, ricordare per non dimenticare

Shoah-1Ricordare o dimenticare? Un interrogativo che accompagna da sempre la Giornata della Memoria. Fu istituita nel 2000, quale anniversario di quel 27 gennaio del 45, quando le forze alleate entrarono ad Auschwitz, svelando a tutti il dramma dell’Olocausto. Il mondo vide allora, per la prima volta, da vicino, quel che era successo e conobbe lo sterminio, in tutta la sua realtà. Oggi il Giorno della Memoria non è una forma di mobilitazione collettiva, per una solidarietà ormai inutile. È piuttosto un vero e proprio atto di riconoscimento, di questa tragica storia. Non è infatti un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva. Lo sterminio degli ebrei non ha una motivazione territoriale, non è determinato da ragioni espansionistiche o da una strategia politica. Dopo la Shoah è stato coniato il termine “genocidio”. Purtroppo il mondo ne ha conosciuti tanti e ancora troppi sono in corso. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore. “Chi uccide una vita, recita un adagio ebraico, uccide il mondo intero”. Ma mai, nella storia si è visto progettare a tavolino, con tale freddezza e determinazione, lo sterminio di un popolo. Ricordare vuol dire oggi rinvigorire, soprattutto nei giovani, il significato della parola rispetto. Che è innanzitutto il rispetto delle differenze e delle diversità, nella capacità di cogliere nelle sfumature delle immense possibilità di crescita e arricchimento. All’appuntamento con la storia non hanno voluto far mancare il loro contributo anche i due capoluoghi lucani. La città dei Sassi ha voluto ricordare quei tragici momenti con una una iniziativa che ha avuto luogo, negli ipogei di Piazza Vittorio Veneto, cui del resto queste immagini si riferiscono. Nel pomeriggio, invece a Potenza, la presentazione del libro di Vincenzo Saponara, “Dietro il recinto di filo spinato” e poi ancora l’incontro riflessione organizzato dall’Associazione Insieme, al centro polifunzionale integrato “Potenza città solidale”. Ricordare per non dimenticare, la chiave di lettura, dunque, di questa giornata, perché, ciò che è accaduto in un momento che sulla scala della storia, può definirsi dietro l’angolo, non si ripeta più.

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