Val d’Agri, predisposto dalla Regione piano per qualità dell’aria

Potenza. La Regione Basilicata ha predisposto per la Val d’Agri un piano per il monitoraggio della qualità dell’aria, con interventi legati ai diversi livelli di emissione del Centro Oli di Viggiano (Potenza), registrati dalle centraline, in particolare per il biossido di zolfo e per l’idrogeno solforato: a ogni livello corrisponderà un’azione che va dalla revisione tecnica dell’impianto (livello uno, il più basso, contraddistinto dal colore verde) fino al blocco totale del Centro (livello quattro, rosso). Il “Piano di azioni per la tutela della qualità dell’aria” é stato presentato nel pomeriggio, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato il governatore lucano, Vito De Filippo, l’assessore regionale all’ambiente, Vilma Mazzocco, il direttore del dipartimento Ambiente, Donato Viggiano, e il direttore generale dell’Arpab, Raffaele Vita. Il monitoraggio riguarderà un’area complessiva di circa cento chilometri quadrati, in particolare per i comuni di Viggiano e Grumento Nova (Potenza). Le centraline (cinque, di cui quattro installate nel 2011) registreranno i dati sulla qualità dell’aria, che saranno poi raccolti dai tecnici dell’Arpab e condivisi con i ricercatori dell’Osservatorio sull’ambiente, con cui collabora anche l’Università Bocconi di Milano. Il Piano prevede che ogni livello sia legato alle emissioni, calcolate su medie orarie e giornaliere, e diversi “scenari” per il superamento dei limiti, in termini quantitativi (microgrammi per metro cubo) e di attività da realizzare nel periodo immediatamente successivo a ogni “sforamento”. Per quanto riguarda le soglie di emissione, la Regione ha adottato il “principio di prevenzione”, abbassando del 20 per cento i valori limite stabiliti dalla normativa nazionale sia per il biossido di zolfo, sia per l’idrogeno solforato: ogni “sforamento” quindi, sarà comunque inferiore di un quinto rispetto alle prescrizioni delle leggi italiane. In un modello “virtuale”, applicando cioé il Piano ai dati reali raccolti negli ultimi anni sulle emissioni in Val d’Agri, i ricercatori della Regione hanno spiegato che la punta massima di emissione sarebbe stata al massimo pari al punto più basso previsto dal livello uno (verde). Confrontando invece le emissioni annue autorizzate per il Centro Oli di Viggiano con la Raffineria Eni di Taranto, la struttura lucana emette circa 20 volte meno, 156 tonnellate l’anno contro oltre tremila. (ANSA).

 

Share Button