Mulino Alvino, la Cogem pronta a partire

Matera. Passato, presente e futuro dell’ex mulino Alvino nella conferenza stampa promossa dalla Cogem, l’azienda materana che invocando i vantaggi della legge 106 del 2011 ha imboccato il complesso percorso del recupero dell’immobile con il relativo trasferimento dei volumi resi liberi dalle costruzioni comprese nell’area di via San Vito sulla superficie che affaccia lungo la parte terminale di via Dante. Nel complesso qualcosa come circa 25 mila metri cubi che, stando al progetto elaborato dagli architetti Rota, Acito e Lamacchia, dovrebbero sviluppare una superficie per 42 alloggi più garage e negozi. Della nuova costruzione ha parlato nel corso di un’affollata conferenza stampa l’architetto Lorenzo Rota.

All’architetto Tonio Acito, invece, è toccato il compito di illustrare per grandi linee il progetto di recupero dell’ex mulino Alvino, uno stabile che risale al 1884, primo esempio dell’industrializzazione cittadina, ultimo esempio di quel campionario di aziende destinate alle produzioni di paste alimentari proseguite fino a quando anche la Barilla ha abbandonato il territorio materano.

Dalla Cogem, rappresentata dall’ingegnere Antonio Di Giulio e dall’amministratore dell’azienda, Egidio Tamburrino, sono state illustrate la qualità dell’intervento che, se non sconvolge l’assetto urbanistico dell’area di via Dante, contribuisce a restituire alla città un bene di notevole spessore dal punto di vista architettonico. Ci stiamo muovendo – ha sottolineato Egidio Tamburrino – nel totale rispetto di quanto previsto dalla 106 del 2011, meglio conosciuta come piano casa due. Ancora da definire il quadro complessivo della destinazione d’uso dell’immobile. Per grandi linee – ha detto l’architetto Tonio Acito – nascerà nell’ex mulino Alvino il museo della memoria in gran parte dedicato al comparto della cerealicoltura con le produzioni a caduta che derivano da questi prodotti dalla pastificazione alla panificazione, ma anche a quant’altro può rappresentare il ricordo di quel che era e di come si muoveva la città all’inizio del secolo scorso.

La Cogem, anche questo è stato detto, è pronta a partire dopo il via libera ottenuto dal dirigente della struttura comunale urbanistica. Da sottolineare l’assenza dell’amministrazione comunale e questo la dice tutta sul gradimento dell’operazione che piace a metà: buona quella riferita al recupero dell’ex mulino Alvino con qualche muso lungo per la realizzazione dello stabile in via Dante.

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