Palazzo Chigi impugna moratoria antitrivelle

La notizia è giunta come una doccia fredda. Ieri mattina, quando è stato reso noto che il Governo nazionale ha impugnato la moratoria antitrivelle, approvata, agli inizi di agosto, all’interno del rendi conto di bilancio. In sostanza, l’esecutivo del duo Monti-Passera va avanti per la sua strada e torna ad aleggiare lo spettro del raddoppio della produzione: ben oltre i 25mila barili già previsti, da aggiungere ai 150mila inclusi negli accordi del 1998 e del 2006. Il Governo passa dunque al contrattacco e scatena la durissima reazione del governatore lucano, Vito De Filippo. Non mi preoccupa molto la questione dell’impugnazione di una norma, ha detto De Filippo, la cui forza è costruita più sulla natura amministrativa degli atti. Poi l’affondo: prima di dare lezione di diritto e costituzione, ha ribadito il governatore lucano, tutti dovrebbero dire 10mila volte grazie alla Basilicata, per il suo impegno, nella veste della regione d’Europa, più significativa, sotto il profilo energetico. Intanto ieri, a Viggiano, è stato siglato il protocollo di intesa, sul contratto di settore, per il comparto delle estrazioni petrolifere della Val d’Agri. Il contratto di settore, fanno sapere dalla Giunta Regionale, è una prima risposta alle richieste della Basilicata, che da tempo, come contropartita per il contributo al fabbisogno energetico del Paese, ha chiesto all’industria del petrolio sviluppo e occupazione. Il protocollo di intesa è stato firmato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, dal responsabile Dime di Eni, Ruggero Gheller, dai rappresentanti dei sindacati e delle imprese.

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