Dal 1990 in Basilicata 16,7% dei suoli urbanizzati.

Matera – In 40 anni in Italia il cemento si é “mangiato” una superficie agricola di circa cinque milioni di ettari (passando da 18 a 13), pari cioé all’Emilia-Romagna, alla Liguria e alla Lombardia messe insieme: in questo quadro spicca il dato relativo alla Basilicata, che dal 1990 al 2010 ha ceduto il 16,7 per cento dei terreni all’urbanizzazione, terza nella classifica nazionale dopo Calabria (16,9) e Campania (16,8). I dati emergono da un articolo di Rosanna Lampugnani, pubblicato lunedì 24 settembre ’12 sull’inserto “Mezzogiorno Economia” del “Corriere del Mezzogiorno”. La variazione, tra il 1982 e il 2010, per la Basilicata è stata complessivamente del 17,1 per cento, passando dai circa 626 mila ettari di 30 anni fa ai 519 di oggi. La Basilicata occupa posti di alta classifica anche nella graduatoria delle aree urbanizzate più cementificate. La prima posizione spetta alla Brianza (54%), seguita da Napoli (43%): il territorio lucano segna un 19%, in cui spicca il 29% della provincia di Matera per il maggior tasso di incremento di suolo artificializzato, ovvero coperto con cemento, asfalto, vetro o plastica.

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