Città Plurale: soldi alle Fal, in cambio servizi modesti

Matera. Con le Ferrovie Appulo Lucane, i conti non tornano mai. A sostenerlo è
l’associazione materana Città Plurale che, nel denunciare la scadente qualità
dei servizi offerti dalle Fal sul territorio lucano, sottolinea come in
Basilicata l’attività della società autoferrotranviaria non venga
periodicamente regolata da un contratto di servizio. L’ultima intesa tra Fal e Regione è scaduta nello scorso dicembre e attualmente è in regime di proroga. La denuncia di Città Plurale è circostanziata: le Fal, che in Basilicata con i
propri mezzi gommati percorrono 2,2 milioni di chilometri, ricevono dalla Regione un compenso di 3,70 euro per chilometro, mentre le altre società che si aggiudicano la copertura di altri  percorsi  ne ricevono meno della metà. Per la collettività lucana si tratta di un aggravio di circa 5 milioni di euro all’anno sui 20 complessivi del costo totale del contratto di servizio per la
Basilicata contro i 15 sborsati dalla Puglia. Servono correttivi – sottolinea  Città Plurale – anche alla luce di una recente sentenza della Corte di Cassazione; pertanto, nel nuovo contratto di servizio da sottoscrivere, le tratte ferroviarie attualmente garantite da mezzi gommati possono essere messe a gara. L’associazione materana, inoltre, sostiene che il trasporto Fal  richiede un ripensamento complessivo anche per quel che si sviluppa sulla linea ferroviaria. Mentre per la Puglia il rapporto costi-ricavi sfiora il 35 per cento, livello ritenuto congruo dal legislatore, per la Basilicata i conti aziendali sono molto al di sotto dell’indice minimo: 7 per cento il trasporto
ferroviario, circa 14 per quello automobilistico. Se i dati economici sono questi, sarebbe logico aspettarsi   il potenziamento dei servizi ferroviari, ma se la situazione non muta tanto vale chiudere ogni partita con i treni Fal. Oltretutto, mentre in territorio pugliese le Fal seguono un tracciato  mediamente pianeggiante o collinare attraversando territori popolati, in Basilicata la tratta è tortuosa, in forte pendenza e serve centri distanti anche 10 chilometri dalla stazione d’arrivo. Ecco perchè, conclude Città Plurale, serve sulle Fal una riflessione ampia e completa per evitare che  mentre cresce l’emigrazione giovanile si continuino a sperperare risorse che
non garantiscono alcun ritorno sul piano della qualità della vita.

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