Il futuro del giornalismo, fra riforma e invisibilità

MATERA – Si chiama velocità di risposta e misura la capacità di un sistema di riportarsi ad un nuovo stato di equilibrio, dopo un cambiamento. E un sistema è tanto più efficiente quanto più alta è questa velocità e quindi più brevi i tempi di risposta. Detto in soldoni, funziona bene se riesce ad affrontare e vincere le sfide. Ed è quello che deve dimostrare di saper fare il mondo del giornalismo, come ha ribadito il presidente dell’ordine di Basilicata, Domenico Sammartino, che ha preso parte questa mattina, a Matera, ad un incontro ad hoc, che ha avuto luogo nella sede della Camera di Commercio. Sullo sfondo rimane la riforma, ovviamente se e quando sarà operativa in particolare con le novità sulle modalità di accesso alla professione e sul ruolo dell’ordine. Intanto però occorre fare i conti con i numeri. Attualmente in Italia, fra pubblicisti e professionisti, sono cento dieci mila i giornalisti. Tanti, troppi si direbbe se non fosse per la crescente e progressiva invisibilità, ha sottolineato Sammartino, di chi opera nel mondo della informazione. Sono infatti, sempre su scala nazionale, ben 25mila i giornalisti che esercitano la professione autonoma e non è difficile immaginare che proprio fra gli autonomi si annidino sacche di irregolarità e lavoro nero. Anche perché, solo un autonomo su dieci denuncia un redditto annuo superiore ai 25mila euro. La vergogna, ha ribadito Sammartino, riferendosi in particolare al mondo editoriale, è lo scarso valore che si dà al lavoro giornalistico, con i pezzi che vengono spesso pagati solo uno o due euro. Quanto ai doveri di chi si occupa di informazione, potrebbero essere sintetizzati in uno o due punti, come per i comandamenti, ha ricordato ancora il presidente dell’ordine. La notizia deve essere di pubblico interesse, ha rincarato, nel rispetto della verità sostanziale e, naturalmente, di chi è coinvolto. Infine un riferimento agli ultimi fatti della cronaca nazionale. No al ricorso alle manette, per reati di opinione, ha detto Sammartino, riferendosi alla vicenda del direttore del Giornale, Sallusti. Quanto invece alle ultime bisbocce laziali e ai presunti pagamenti ai giornalisti per la realizzazione di interviste compiacenti, si proceda con severità, ha concluso Sammartino, perché questi comportamenti ledono tutta la categoria.

 

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