Imu, le associazioni inquilini sollecitano regolamento equo

MATERA – Un regolamento Imu in grado di distribuire equamente l’onere del prelievo, anche in vista del versamento a conguaglio dell’ultima rata di dicembre. Questo, per tener conto delle condizioni socio economiche delle famiglie non abbienti. In estrema sintesi, è quanto chiede la Rete di asociazioni, Diritti di Cittadinanza, Sunia, Federcosumatori, Assocasa, Apu, Appc e Sfida. L’interlocutore rimane ovviamente l’amministrazione comunale di Matera, che ha approvato il bilancio di previsione alla fine di giugno, lasciando invariate le aliquote stabilite dal Governo, pari allo 04 e allo 076, rispettivamente per le prime e le seconde abitazioni. Oggi un intervento è possibile, fanno sapere le associazioni degli inquilini. Grazie al decreto ministeriale del 2 agosto scorso, che ha di fatto spostato a fine ottobre i termini per l’approvazione del bilancio di previsione. Provvedimento che fornirebbe margini temporali sufficienti anche al Comune di Matera e alle forze politiche rappresentate in Consiglio, per varare un regolamento Imu equo. Quanto agli orientamenti, già espressi dalla Rete nei mesi scorsi all’amministrazione comunale, si tratta, in sostanza di tre linee di azione. La riduzione dell’aliquota minima dello 04 per l’abitazione principale e l’assimilazione ad essa, delle abitazioni concesse dall’Ater, come hanno già fatto, rende noto la Rete, altre città. Una agevolazione per le locazioni a canone concordato. L’aliquota massima per il canone libero, case sfitte e aree edificabili, diverse da quelle destinate all’edilizia sociale e all’attività produttiva. Ma c’è un’altro aspetto sul quale le associazioni degli inquilini sollecitano un cambio di passo: l’aggiornamento delle rendite catastali. Altro elemento sul quale poggiano l’entità e la distribuzione del prelievo. Riclassamento catastale, ricorda la Rete, già avviato a febbraio, con la ricognizione del Centro Storico, che però l’Amministrazione Comunale non è riuscita a condurre in porto. E ad oggi, rincarano le associazioni, non è dato sapere quali siani i motivi alla base di questa condizione di stallo. Insomma, conclude la Rete, occorre fare presto, per dare risposte ad una comunità, quella materana, sempre più esasperata, per colpa di oneri impositivi, non più sostenibili.

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