Tagli indiscriminati alla sanità. D’Imperio lascia l’ospedale Maggiore di Bologna

MATERA – Lo abbiamo conosciuto così, poco più di un anno fa. Quando proprio in un’intervista rilasciata al nostro giornale, aveva presentato in anteprima il libro “La Lucania a piedi, dallo Jonio al Tirreno, cronaca, poesia, racconti”. È Nicola D’Imperio, gastroenterologo, che ha dedicato gran parte della sua vita di medico e professionista nel capoluogo emiliano. Un lucano di quelli che hanno saputo lasciare il segno. In servizio dal 1974 e già primario all’ospedale Maggiore di Bologna, da sempre porta con sé una traccia indelebile della Basilicata, che lui ama chiamare Lucania. Una traccia che è divenuta fonte ed ispirazione delle sua espressione artistica. Per confluire, attraverso i 250kilometri percorsi a piedi da Scanzano a Maratea, in un testo prezioso, un omaggio alla sua terra, ai sui scorci, i suoi paesaggi. “La Lucania a piedi”, appunto, che era riuscita a catturare l’attenzione e la sensibilità del grandissimo ed indimenticabile Lucio Dalla, legato a D’Imperio da un’amicizia fraterna lunga una vita, che non aveva voluto far mancare la sua presenza, al momento della presentazione ufficiale, nelle città dei Sassi, agli inizi di febbraio. Ma oggi la notizia riguarda strettamente il percorso esistenziale e la vita professionale di Nicola D’Imperio, che dal 1° settembre ha ufficilamente lasciato il suo incarico. E, ancora una volta ai nostri microfoni, spiega le ragioni della sua scelta, che sono essenzialmente legate alla perdita di importanza del paziente all’interno del sistema sanitario nazionale, a sua volta esposto agli effetti dei tagli indiscriminati e della revisione della spesa. La centralità del paziente, dunque, è l’elemento attorno al quale Nicola D’Imperio, che non a caso preferisce definirsi un dottore e non un professore, ha fatto ruotare tutta la sua attività. Rendendola un punto di riferimento irrinunciabile della pianificazione e della organizzazione, all’interno delle strutture pubbliche nelle quali ha operato. Come del resto prova il riconoscimento, che a valle di tale impegno, gli ha conferito, con tanto di lettera di ringraziamento, il direttore generale dell’AUSL di Bologna, Ripa Di Meana. All’attivo del dottor D’Imperio, negli anni della sua permanenza all’interno del più grande ospedale di tutta l’Emilia Romagna, risultati di alto rilievo: la creazione di un centro di endoscopia digestiva, diagnostica ed interventistica, un settore di endoscopia pediatrica ma soprattutto l’abbattimento dei tempi di attesa, per gli esami, tanto per citarne alcuni. Un uomo di scienza al servizio del paziente, dunque, che della gastrenterologia ha rappresentato un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale. Ambito medico-scientifico, del quale il dottor D’Imperio tiene a sottolineare sviluppi e potenzailità, specialità e possibilità di intervento. A noi però piace concludere rivolgendo lo sguardo al futuro. Nicola D’Imperio, cosa farà da grande? Semplice, risponde: continuerò a fare il medico. Ma impegnerò il mio tempo libero, sottolinea, alla grande passione della scrittura, dell’osservazione e della testimonianza.

 

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