Trasporto pubblico a Matera: Casam perde il ricorso, il servizio passa a Miccolis

Un bus del trasporto pubblico

MATERA – Controversia sul trasporto pubblico urbano di Matera a una svolta. Il Consiglio di Stato, con sentenza datata 9 luglio 2012, ha dato ragione al Comune di Matera. L’affidamento del servizio, pertanto, dovrà passare dalla Casam, titolare dell’appalto da oltre un trentennio, alla ditta tarantina Miccolis. L’avvocato Vito Agresti, incaricato dal Palazzo di Città di ricorrere in appello al Consiglio di Stato, ci ha illustrato le dinamiche di una vicenda giudiziaria durata tre anni. Nel 2009, il Comune di Matera doveva appaltare con normale procedura comunitaria il servizio di trasporto pubblico urbano. Al conseguente bando parteciparono vari concorrenti, tra cui Miccolis e il Cotrab, il Consorzio trasporti di Basilicata, di cui fa parte Casam, escluso per due volte dalla successiva gara, sia per la mancata indicazione di referenze bancarie sia per aver disvelato prima del previsto l’offerta economica proposta. La gara fu quindi vinta da Miccolis ma Casam, attraverso il Cotrab, fece ricorso al Tar di Basilicata, vincendolo, adducendo irregolarità nella composizione della commissione di gara. Il Comune, quindi, fu costretto a riorganizzare la gara e a prorogare il servizio alla Casam, in qualità di vecchio gestore. Nel frattempo, l’amministrazione incaricò l’avvocato Agresti per ricorrere in appello al Consiglio di Stato. Il massimo giudice amministrativo, nella sentenza di ieri, ha dato ragione al Comune chiarendo il concetto che chi è escluso da una gara d’appalto con motivazioni legittime, in questo caso la Casam, non ha poi il potere di farla saltare, perché finisce col violare il diritto di libera concorrenza che invece – ha specificato il Consiglio di Stato – va sempre garantito e non ostacolato. L’appalto, insomma, ora lo prende Miccolis e il personale Casam transiterà in blocco alle dipendenze della nuova gestione. Per il servizio di trasporto pubblico a Matera saranno utilizzati anche nuovi mezzi. Dalla Casam, intanto, fanno sapere che, nel prendere atto della sentenza, hanno dato mandato ai propri legali di individuare strategie tali da rimettere in discussione quanto stabilito dal Consiglio di Stato.