Confindustria a convegno a Potenza per "Uscire dalla crisi"

Il convegno a Potenza

POTENZA – Responsabilità e cambiamento, ma innanzitutto crescita. Sono questi i tre capisaldi della vision politica e di mandato di Michele Somma, avvocato 46enne, rampollo di una delle famiglie lucane più presenti sul territorio a livello economico e sociale, componente del consiglio di amministrazione di Tecnoparco Valbasento e da ieri presidente di Confindustria Basilicata. Lui stesso li ha elencati, ieri, aprendo il suo discorso programmatico durante il convegno sul tema “Uscire dalla crisi: le politiche nazionali ed europee per la crescita e l’occupazione”, promosso proprio dall’associazione imprenditoriale al teatro Stabile di Potenza, alla presenza dei parlamentari Raffaele Fitto ed Enrico Letta, del vice-presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, e del presidente della Regione, Vito De Filippo. Col dinamismo tipico del manager, Somma ha subito affermato che “non può esserci solo austerità, nonostante il ricorso storico di una crisi che si pensava di aver vissuto e archiviato già nel 1929, accentuata da scelte inadeguate a livello europeo, negli ultimi due anni, cui sono seguiti, e seguiranno, interventi del governo italiano mirati esclusivamente all’aumento della pressione fiscale, che blocca la crescita”. E’ auspicabile che le istituzioni invertano la rotta operativa, insomma, ma per Somma è necessaria una reazione da parte di tutti, per lavorare alla ripresa senza divisioni o tendenze speculative, aumentando la produttività e scordandosi i sindacalismi sterili e le concertazioni a tutti i costi. Un obiettivo che per il neo-presidente di Confindustria Basilicata si può raggiungere superando i due grossi deficit della regione: il gap infrastrutturale e la burocrazia-lumaca. “I tempi degli enti non corrispondono a quelli delle imprese – ha affermato Somma – riferendosi soprattutto ai tentativi di migliorare il rapporto tra banche e imprenditori, spesso troppo stretti nella morsa creditizia” che, aggiunta alle tasse, che pressano anche a livello locale, e ai ritardi nei pagamenti dei lavori svolti su appalto pubblico, finisce col togliere il respiro. Sfruttare meglio la presenza sul territorio di multinazionali del petrolio e dell’auto attraverso accordi di programma locali, per Somma, può sicuramente agevolare questi processi e, soprattutto, garantire maggiore crescita al territorio. “Occorre, però – ha concluso il presidente di Confindustria Basilicata – che le risorse siano convogliate su progetti di sviluppo concreti e duraturi, come ad esempio nel consolidamento della filiera oil&gas, per cominciare finalmente a destrutturare una disoccupazione giovanile che in Basilicata, nel 2011, ha toccato punte tragiche del 40%”.

 

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