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2 giugno 2012, Italia stretta intorno alle vittime del terremoto

MATERA – L’Italia celebra la sua unità, stretta intorno ai terremotati dell’Emilia Romagna, in un minuto di silenzio ha pensato alla sua ferita aperta, così come è accaduto anche a Matera, questa mattina, in occasione delle celebrazioni. Oltre e dopo tutte le polemiche, le celebrazioni per l’anniversario numero 66 della proclamazione della Repubblica, nella città dei Sassi e in tutte le piazze della penisola, sono state dedicate agli italiani colpiti dal sisma. Sobrietà la parola d’ordine, nella giornata in cui il Paese ricorda, tra l’altro, il referendum a suffragio universale, col quale gli italiani si espressero sulla forma di governo, monarchia o repubblica, appunto. Manifestazioni in tono minore, a partire dalla parata nella Capitale, per rispetto alle vittime del terremoto che ha colpito nei giorni scorsi l’Emilia Romagna. Ma anche a Matera, dove il Prefetto, Luigi Pizzi, d’intesa con il sindaco e il presidente della Provincia, ha deciso di annullare il concerto previsto nel quadro delle celebrazioni del 2 giugno. La Repubblica ferita due volte dunque. Dal terremoto, che continua a far tremare la terra, nel Nord Italia. E nel lavoro, visto che il sisma ha fatto vittime soprattutto fra gli operai, sotto i capannoni delle proprie aziende. Dopo la cerimonia dell’alzabandiera e della deposizione delle corone di alloro, interventi tutti improntati alla sobrietà, con un occhio rivolto alla storia, quella della nascente repubblica e della costituzione, e con l’altro rivolto al futuro, a quelle ferite ancora aperte. Niente banda però, perché questa non è il giorno della festa e delle parate ma della riflessione.

 

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