Riparte il cantiere Bradanica?

Da oltre tre mesi gli abitanti del borgo La Martella si sentono ancora più emarginati rispetto al capoluogo. Avevano un collegamento rapido con la città, l’hanno perso nel momento in cui l’azienda costruttrice dell’ultimo lotto materano della Bradanica ha avviato la costruzione degli svincoli per assicurare alla superstrada la prosecuzione in direzione di Bari e Ferrandina. Poi lo stop ai lavori per le difficoltà economiche di una delle aziende impegnate nella realizzazione dell’opera. Ora è tutto bloccato. E per raggiungere Matera le trecento famiglie dell’ex borgo agricolo a cinque chilometri dal capoluogo devono seguire un percorso almeno doppio ma anche più tormentato. Consumi di carburante che aumentano, ma anche sprechi in fatto di tempo. Per loro un’esistenza che si è complicata. Sulla ripresa dell’attività del cantiere della Bradanica che dovrà assicurare la saldatura del lotto di La Martella a quello del Portapane si sa ufficialmente ben poco. Indiscrezioni di fonte sindacale dicono che il passaggio del testimone tra la società Angelo Intini e quella che dovrà proseguire i lavori sarebbe in via di definizione. Si tratterebbe di un’operazione che verrebbe condotta in porto senza particolari difficoltà soprattutto per il reimpiego delle maestranze – una sessantina di unità – attualmente in cassa integrazione. Il sindacato ha altresì anticipato che, se non interverranno impedimenti dell’ultima ora, il cantiere potrebbe riprendere l’attività già nella seconda metà di giugno. Per il lotto di La Martella, lungo all’incirca 11 chilometri, sono disponibili un’ottantina di milioni di euro. I tempi per il completamento dell’opera sarebbero stati fissati, a meno di ulteriori nuove sorprese, in un paio di anni. Altro tempo ancora, dunque, per completare la Bradanica materana. Quando e se accadrà, dall’inizio dei lavori saranno trascorsi almeno 35 anni, un altro record negativo per una provincia dove per il completamento di un’opera pubblica si aspettano tempi lunghissimi, senza considerare poi quegli interventi, come la ferrovia Ferrandina-La Martella, iniziati ed abbandonati al proprio destino dopo spese astronomiche e del tutto inutili, cioè soldi davvero buttati dalla finestra.