Ancora silenzio sul rilancio dell’Agrobios, i sindacati pensano al presidio

E’ ancora totale il silenzio della Regione Basilicata sulla vicenda del rilancio del centro di ricerca Metapontum Agrobios. Lo denunciano, in una nota, Alessandro Genovesi e Fernando Mega, rispettivamente segretari della Cgil di Basilicata e della Filctem, sezione chimici dello stesso sindacato, chiedendo atti concreti da parte della Giunta per evitare che si giunga al presidio permanente del palazzo di via Anzio. Riepilogando la questione, Genovesi e Mega ricordano che la Regione Basilicata, proprietaria del Centro, circa sei mesi fa aveva prospettato un piano di rilancio che consisteva nel trasferimento all’Arpab dei circa 30 lavoratori addetti al Dipartimento Chimico ambientale e nella ripartenza delle attività di Biotecnologia o, eventualmente, il trasferimento degli addetti all’Alsia. A prescindere dal fatto che tale piano è rimasto inattuato, la Cgil torna a denunciare l’assoluta mancanza di confronto sindacale sulla definizione dello stesso, auspicando che si riapra un dialogo, affinché il no manifestato dal sindacato all’atto dell’annuncio della riorganizzazione, per mancanza di chiarezza sul futuro e sulla stabilità dei lavoratori Agrobios, possa evitare di restare tale. Ciò che lascia perplessi Mega e Genovesi, infatti, è come mantenere inalterati i livelli occupazionali, le competenze e i diritti acquisiti dai lavoratori del centro di ricerca di Metaponto nel passaggio all’Alsia o all’Arpab. E quindi, mentre si vive nell’incertezza, si invocano atti concreti e tempi rapidi da parte della Regione. Cgil e Filctem chiedono certezze concrete rispetto alla gestione contrattuale e giuridica e ai tempi del passaggio a tempo indeterminato dei lavoratori interessati all’Arpab; chiarezza sulla programmazione progettuale nel settore chimico, ricordando che la Metapontum Agrobios da diversi anni svolge attività nel settore chimico ambientale prevalentemente per conto della Regione Basilicata e che tale missione, strategica per il territorio, non può in nessun caso venire meno; la definizione precisa e puntuale del quadro economico e del piano industriale della restante società Metapontum Agrobios, possa esso consistere nel rilancio del Centro oppure nel trasferimento dei lavoratori all’Alsia. In questa ultima ipotesi, bisogna che si si tenga conto della salvaguardia delle professionalità maturate in venticinque anni di attività.

 

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