Carcere di Matera, la Presidenza del Senato e il Prefetto rispondono ai Sindacati

MATERA – Casa circondariale materana, capitolo criticità. Sulla vicenda, si garantisce la massima attenzione e collaborazione per eventuali nuovi sviluppi. A rassicurare le organizzazioni sindacali di categoria, che nei giorni scorsi attraverso una vera e propria mobilitazione, avevano portato all’attenzione delle massime autorità istituzionali, politiche e religiose lo stato in cui versa il Carcere di Matera, è direttamente la Presidenza del Senato. Condizioni e circostanze sulle quali il numero uno di Palazzo Madama, Renato Schifani, era stato messo al corrente in occasione della visita nella città dei Sassi. Il Presidente, si legge in una nota di Palazzo Madama, ha tempestivamente acquisito informazioni dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. Lo scorso 16 aprile è stato infatti aperto un nuovo reparto detentivo, del quale è stato reso attivo solo il piano terra, con una capacità di trenta detenuti. Stessa capacità resa disponibile dal secondo piano della nuova struttura, la cui apertura però è stata sospesa proprio a causa della carenza di personale. Insomma, come fanno sapere dalla Presidenza del Senato, con l’arrivo dei nuovi detenuti al piano terra, il numero complessivo non dovrebbe superare le 124 unità, a fronte delle 112 unità regolamentari e delle 161 tollerabili. Leggermente inferiore a quello previsto risulta invece il personale di Polizia Penitenziaria, 104 unità a fronte di 130. Sulla questioni segnalate in particolare dal Sappe e dalla Uil Pa, si registra anche la presa di posizione del Prefetto di Matera, Luigi Pizzi. Puntualizzando di aver incontrato nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali, il Rappresentante del Governo sottolinea di aver immediatamente investito il Provveditore Regionale, in merito alle carenze di personale segnalate dai sindacati, perché si valuti la possibilità di convocare un incontro. Dall’arcivescovo di Matera, Monsignor Salvatore Ligorio, infine, parole di vicinanza per il rispetto della dignità umana, perché vengano salvaguardati, si legge in una nota, i diritti di ognuno, nell’osservanza dei doveri nei confronti della comunità.