Ikea investe in Italia, Benedetto(Idv): l’area murgiana punti però anche sulla qualità

MATERA – Contrordine per i fornitori asiatici. D’ora in poi, ai rubinetti e ai pallottolieri in legno, made in Thailandia o Malesia, la centrale acquisti Ikea, il vero motore della multinazionale svedese, preferirà i prodotti di alcuni distretti italiani. Per le aziende italiane, specie per quelle prescelte, fra le quali anche Natuzzi, la decisione, presa tra l’altro in un momento difficile, con la filiera penalizzata da consumi interni sotto zero, rappresenta una boccata di ossigeno. Insomma una buona notizia, che tra l’altro si pone nel solco tracciato dallo stesso Premier, che nel suo lungo tour cinese dei giorni scorsi, aveva sollecitato gli investitori asiatici a puntare sull’Italia. Ma che fa anche risaltare, l’assenza, sulla scena, del mondo politico e delle istituzioni regionali, cui manca, come denuncia il capogruppo dell’Idv in Consiglio Regionale, Nicola Benedetto, quel sussulto invocato da Monti. Intanto, ribadisce l’esponente del Partito di Di Pietro, dell’accordo per il rilancio del mobile imbottito murgiano si sono perse le tracce. Una storia lunga e penosa, sottolinea Benedetto, che si trascina da otto anni, affrontata con un approccio ispirato ai proclami di impegno e alle concertazioni rituali ma che non è riuscito finora a salvaguardare le produzioni di qualità. Ed è proprio sulla qualità che occorre puntare, declinandola attraverso le coordinate della ricerca e dell’innovazione, perché nell’area murgiana non c’è solo posto per produzioni da destinare all’Ikea.

 

 

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