I “vigilantes” materani in protesta a Potenza.

La sede della Regione Basilicata.

Matera – L’allarme era stato lanciato da alcuni consiglieri comunali di Matera e sabato scorso era partita la protesta dei rappresentanti delle agenzie di vigilanza materane conto la delibera 266 del 19 marzo 2012, emanata dall’ex direttore generale della ASM, Giampiero Maruggi. Tale delibera prevede la riorganizzazione e razionalizzazione del servizio di vigilanza presso i presidi sanitari e amministrativi della ASM e diventerà operativa dal prossimo primo aprile quando SERT, guardie mediche e pronto soccorso, non avranno più la presenza della guardia giurata, mentre per  il Madonna delle Grazie come per altre strutture ospedaliere della ASM vi sarà una grave riduzione della guardiania. Esponenti politici locali si sono attivati rapidamente ma sembra improbabile un dietro front. Ieri,  vari esponenti delle agenzie di vigilanza del Materano hanno organizzato a Potenza, davanti alla sede della Regione, una protesta per chiedere “tutela contro tali tagli previsti dall’Azienda sanitaria provinciale”, che dal 1 aprile, hanno detto, porterebbero “alla perdita di una trentina di posti di lavoro” e a una diminuzione dei fondi “di circa 500 mila euro”. I “vigilantes” hanno parcheggiato le loro automobili lungo il marciapiede di viale Verrastro, in attesa dell’incontro dei rappresentanti sindacali con l’assessore regionale alla sanità, Attilio Martorano. Dall’incontro poco o nulla è venuto fuori: l’assessore ha detto di non potere assolutamente invitare il neo direttore generale della ASM a fare un passo indietro perchè la Regione stessa guarda ad una riorganizzazione ed eventuale riduzione visto il non certo roseo bilancio della ASM. Martorarno ha annunciato comunque che inviterà il dg dell’azienda almeno a posticipare la data, tra l’altro comunicata soltanto lo scorso 22 marzo, ed a cercare di tutelare i posti di lavoro. Dal canto loro, gli istituti di vigilanza si sono impegnati a rivedere le proprie richieste economiche, garantendo comunque il servizio. In attesa di risposte il primo aprile si avvicina.

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