Un progetto sperimentale per bloccare l’avanzata del mare a Metaponto

Salvare Metaponto dall’erosione costiera, bloccare l’avanzata del mare e restituire condizioni di totale sostenibilità alle attività imprenditoriali degli operatori turistici. E’ quanto si prefigge di raggiungere il progetto predisposto dall’Università degli studi della Basilicata e che il commissario straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico, l’ing. Saverio Acito, porrà in gara in tempi ravvicinati, dopo aver messo in campo le ultime operazioni direttamente collegate all’effettuazione dell’intervento. Il costo del progetto è di 3 milioni di euro ed interesserà tutta l’area dei lidi di Metaponto, per una lunghezza di oltre due chilometri. L’intervento prevede la creazione di sei barriere posizionate a 200 metri dall’arenile, sistemate ad una distanza di un centinaio di metri l’una dall’altra. Entro il prossimo autunno, espletata la gara d’appalto, l’azienda prescelta potrà iniziare l’intervento che, se le condizioni meteo marine saranno clementi, potrebbe essere concluso prima della stagione turistica del 2013. L’allarme sull’arretramento costiero, che con particolare virulenza sta interessando il comprensorio tra le foci del Bradano e del Basento, ma nell’ultimo periodo anche le spiagge di Scanzano, è denunciato dagli operatori turistici di Metaponto Lido da oltre un decennio. I tentativi tampone che in questo periodo si sono succeduti non hanno fornito risultati incoraggianti. Adesso si prova con questa scogliera artificiale che trasformerà il tratto di
mare antistante i lidi metapontini in una sorta di laguna che potrebbe assimilare l’arenile di Metaponto ad un esempio ravvicinato di paesaggi esotici distanti migliaia di chilometri: chiudere gli occhi e sognare mari tropicali, crogiolandosi al sole della vecchia Europa. Il progetto da mettere in cantiere prevede anche che, una volta realizzato, venga sottoposto a periodici monitoraggi per controllarne efficacia ed efficienza. In ogni caso – suggerisce l’ing. Acito – sarebbe opportuna la decisione della Regione di alleggerire periodicamente il peso delle acque contenute nei cinque grandi invasi lucani in modo da spingere verso il mare quei detriti che restando ora lungo il corso dei fiumi hanno interrotto il flusso di parte di quegli accumuli che per lungo tempo hanno garantito allo Jonio lucano di godere di immensi arenili.

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