Lavoro irregolare: è allarme in Basilicata. Futuro incerto per Ferrosud

Basilicata maglia nera per il lavoro irregolare e sommerso. Un fenomeno che Cgil Cisl e Uil definiscono allarmante, il segnale – sottolineano – di un profondo cambiamento nella cultura del lavoro nel territorio lucano. Appena sei anni fa la Basilicata aveva un tasso di irregolarità notevolmente al di sotto della media del Mezzogiorno ed allineato a quella nazionale. Adesso un salto da brividi: 4 punti in più sul dato medio delle regioni meridionali e 10 rispetto al livello nazionale. Sul mondo del lavoro lucano si abbatte dunque un’altra tegola con risultati devastanti che ora Cgil Cisl e Uil cercano di contenere se non di abbattere con azioni che prevedano tanto il coinvolgimento della Regione quanto quello di Confindustria. Un percorso che trova applicazione nel patto di sistema per il lavoro e la crescita predisposto dai sindacati.In particolare, la Cisl si dice convinta che fenomeni come il lavoro irregolare possono essere affrontati con successo solo attraverso un’azione comune di tutti i soggetti sociali ed istituzionali, evitando protagonismi ed improduttive fughe in avanti. Nella pratica si dovrà pervenire alla costituzione di un fondo regionale per il contrasto al lavoro irregolare, alla creazione di una banca dati unica a disposizione delle forze dell’ordine, all’istituzione di un osservatorio regionale all’interno del quale siano previsti gli spazi per attuare le strategie di contrasto. Dunque, nuovi strumenti per restituire dignità al lavoro e certezze occupazionali a coloro che, soprattutto giovani, vivono una non facile stagione. Ma quando dalle parole si passa ai fatti, si scopre quanto difficile sia ripristinare un livello di garanzia e sicurezza nelle aziende a rischio chiusura. Emblematico, in tal senso, la vicenda della Ferrosud che continua a muoversi su un terreno ricco di difficoltà con le ipotesi di un suo rilancio sempre appese ad un tenue filo di speranza.