Boom dei “Gratta e Vinci” fra i ragazzi. Ma a vincere è sempre il banco

La febbre del gratta e vinci contagia il 63percento dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19anni. È questo il dato che emerge da una ricerca del Cnr, rilanciata dalla Rivista Indipendente per il consumatore informato, Guida Acquisti. Con quasi il 13percento della raccolta totale, il gratta e vinci si colloca inoltre come seconda voce di spesa, dopo quella relativa agli apparecchi elettronici, che raccoglie invece oltre la metà di quella complessiva. Li comprano le mamme, dopo aver fatto la spesa, vengono pubblicizzati in spot televisivi e si trovano negli uffici postali ma soprattutto, secondo il Centro Nazionale Ricerche, vengono grattati dai minorenni. I quali però farebbero meglio a concentrarsi di più sulla matematica e sulla legge dei grandi numeri, quella cioè che garantisce tutti i Casinò e quindi, nel caso dei gratta e vinci, lo Stato, le aziende concessionarie ed i gestori: a vincere è sempre il banco. E stando ai dati forniti dal Monopolio nel 2010, la conclusione è esattamente questa: oltre nove miliardi di euro complessivamente incassati dalle lotterie. Numeri che sono lievitati nel 2011, di quasi nove volte, per un incasso complessivo del gioco d’azzardo che ha sfiorato gli 80miliardi. Le vincite del Gratta e Vinci sono frequenti, ma del tutto irrisorie, limitandosi spesso a restituire il denaro speso per l’acquisto del biglietto. Il giocatore è quindi indotto a pensare: che vincere è facile e che vale la pena insistere. Ed proprio a questo livello che si insinua l’insidia. Il problema, avvertono gli esperti, sta nel fatto che la rapidità del gioco può indurre la ripetizione dell’acquisto.

 

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