Suolo lucano a rischio idrogeologico, servono prevenzione e competenze

A rischio idrogeologico il territorio lucano, che paga da tempo l’assenza di una pianificata attività di prevenzione. All’indomani della giornata sulla Difesa del Suolo, i cui lavori si sono svolti nei giorni scorsi nella sede del Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, è questo in estrema sintesi il giudizio espresso dal Presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali di Basilicata, Carmine Cocca, in merito allo stato di salute del suolo lucano. Risale infatti al periodo a cavallo fra gli anni 50 e 80, ha ricordato Cocca, la realizzazione di una serie di opere idraulico-forestali, che hanno consentito di mettere in sicurezza le aree calanchive e quelle a rischio frana. Da allora, fa notare, più nulla o quasi e continuiamo a pagare il conto salato di una sostanziale assenza di manutenzione. È sotto gli occhi di tutti, infatti, rincara Cocca, lo stato di forte crisi in cui versa il territorio, che fa registrare un evidente scollamento fra le politiche forestali e quelle di difesa del suolo. A questo poi si aggiunge lo scarso peso che si è dato ai capitoli della gestione delle acque e delle manutenzioni, lungo gli argini dei fiumi, con tutte le conseguenze del caso, come tragicamente è accaduto in occasione delle scorse alluvioni. L’auspicio, in prospettiva, ribadisce Cocca, è che si abbia una visione unitaria della difesa del suolo, con un riordino delle competenze istituzionali. È necessario, ha concluso, che si valorizzino le diverse competenze dei professionisti e degli ordini competenti, tra i quali quelli degli ingegneri e dei geologi.

 

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